Nata a Palermo da padre originario del Mali e da madre della Costa d’Avorio, la voce di Ariane Diakite, 31 anni, cantante soul, R&B e pop, forlivese d’adozione e mamma di Marianne di 7 anni e mezzo, ha fatto il giro del mondo. “Da bambina il mio sogno era fare la cantante,” sorride.
Un sogno che prende corpo all’età di 13 anni quando calca il primo palco importante aprendo il concerto dei Nomadi al Palasport di Faenza. E che prosegue quando Laura Pausini la sceglie come corista in The Greatest Hits World Tour 2013-2015 e nel Simili World Tour (2016-2017). E poi, avanti ancora, come corista di Irama, con il quale continua a collaborare.
Nel 2023 Ariane Diakite approda anche in tv partecipando al programma di Fiorello Viva Rai2!. Non come cantante ma come ballerina dopo l’incontro con il coreografo di Laura Pausini, Luca Tommassini. Che la propone per un ruolo per lei un po’ più insolito. “Un’esperienza meravigliosa,” racconta, “Fiorello è una persona che ti sprona a dare il massimo col sorriso. Mi ha fatto sperimentare e superare i miei limiti. Ho un bellissimo ricordo di quel periodo.”
Il suo è un percorso artistico poliedrico che il padre Abdoulaye – il quale aveva trovato lavoro a Forlì nello storico stabilimento Zanussi – e la madre Coulibaly sostengono fin da quando Ariane era piccola. “La mia famiglia, arrivata in aereo a Palermo per poi trasferirsi a Forlì trent’anni fa, non era benestante. Ma mi ha sempre sostenuto, come fa ora occupandosi di Marianne quando sono fuori per lavoro. I miei genitori hanno creduto in me. Che amavo la danza, la recitazione, il canto,” ricorda con emozione. “Ho frequentato l’Ateneo Danza di Forlì sperimentando nuove possibilità.”
È ancora all’età di 13 anni che il padre la convince a partecipare al Festival di Castrocaro – la più giovane concorrente – per la prima apparizione televisiva su Rai 1. Successivamente la iscrive, a sua insaputa, a X Factor. “Quella per me è stata una grande delusione, a tal punto che avevo deciso di chiudere con il canto,” dice. “Ma poi la vita ti porta dove devi stare.”
È l’incontro con Laura Pausini a riaccendere la passione: dopo un mese di studio, Ariane viene scelta come corista per The Greatest Hits World Tour. “Il Tour mondiale doveva durare nove mesi e invece è durato quattro anni e mezzo: ho visto il mondo due volte ed è stata l’esperienza che mi ha formato umanamente e professionalmente.
Lo devo a Laura che mi ha sempre sostenuto e motivato,” racconta Ariane Diakite. Un percorso all’insegna del canto e del ballo, di cui la piccola Marianne è fiera e orgogliosa, e di un impegno di tempo che la porta lontano da Forlì, che ama e considera la sua casa, e che dopo quattro anni sui palchi di tutto il mondo le fa scoprire l’insegnamento che prende avvio con il laboratorio corale dell’associazione Regnoli41, insieme a Laura Zoli. Un progetto che coinvolge circa una sessantina di coristi di età, storie ed esperienze diverse.
“Trovo soddisfazione in tutti gli ambiti in cui ho lavorato: dal canto all’insegnamento,” dice Ariane. Nel 2022 nasce la collaborazione con Irama, di cui è diventata corista. “Con me è stato meraviglioso,” racconta. “Mi ha dato libertà di espressione e lavoriamo ancora insieme.”
Parallelamente porta avanti un progetto musicale con una formazione cover, il trio soul funky con Davide Lavia alle tastiere e Chicco Capiozzo alla batteria, nei locali della riviera romagnola, reinterpretando i grandi successi delle icone del soul, funk e R&B, da Etta James ad Alicia Keys.
“Da grande vorrei continuare a percorrere la strada del canto che per me è vitale. Dopo esperienze con i grandi nomi della musica ho un sogno nel cassetto: diventare la corista di Zucchero,” sorride. “Amo il blues, il soul, la sua timbrica vocale. La sua musica è quella che vibra insieme a me e che sento più affine.”
Il suo è un talento dotato di ironia e di simpatia, che ama il ruolo di solista ma che ha trovato nella dimensione collettiva del coro e dell’insegnamento il valore della comunità. “Il mio talento è il mio dono. Nella vita di ognuno c’è una dote, la mia è la voce. Un dono che mi ha salvato in tanti momenti e mi ha fatto crescere,” racconta con trasporto.
“Non è un lavoro facile, lo porto avanti con impegno e serietà e lo devo a Laura Pausini. Il canto non è un hobby e richiede studio perché la voce è uno strumento musicale,” conclude Ariane Diakit. “Ai giovani che come me guardano al futuro, consiglio di impegnarsi e di cercare nuove connessioni, perché cantare è una professione fatta di competenze ma anche di fortuna e di tanta passione.”

















