Chi l’avrebbe mai detto? Già, chi avrebbe potuto immaginare che quel ragazzino di 13-14 anni che si divertiva a lanciare le canne nel prato vicino a casa sarebbe diventato poi il miglior giavellottista d’Italia?
“La gioia più grande? Diventare il primo coach della storia ad avere un atleta numero uno nel ranking mondiale. Mi sono trasferito in Brasile per cogliere un'opportunità".
Una canoa con due anime. Una che corre veloce tra le rapide e i salti dei fiumi. L’altra che scivola lenta, dentro il silenzio della foresta. Tra Forlì e Cesena queste due anime convivono e raccontano due modi opposti – ma complementari – di vivere la natura.
C’è chi studia il passato attraverso i libri. Chi attraverso i monumenti. E poi c’è chi il passato lo guarda negli occhi, o meglio: nelle ossa, nei denti consumati, nelle fratture rinsaldate, nei segni lasciati dalle malattie.
È davvero una storia edificante, quella di Marco Zanni. La storia di un ragazzo al quale la vita sorrideva che si è ritrovato poi a deragliare, per tornare nuovamente in sella alcuni anni dopo.
Se l’umiltà è la virtù dei forti, Maurizio Gherardini ne è il più degno alfiere: un uomo che ha costruito una carriera straordinaria su passione, competenza e dedizione.
A soli 20 anni è diventato il primo italiano nella storia a vincere la medaglia d’oro ai mondiali di Kite Surf, che si sono tenuti nell’ottobre scorso a Quartu Sant’Elena, in Sardegna.