Ma il sabato e la domenica fioccano le occasioni per tornare a casa e scoprire il territorio romagnolo scegliendo l’escursionismo.
A fare da traino c’è l’associazione CAI (Club Alpino Italiano), e da un anno anche la sezione giovani di Cesena. Con oltre 280 iscritti tra i 18 e i 40 anni, propone escursioni e ferrate anche fuori regione, aperte ai soci ma non solo.
“Siamo partiti un anno fa, quando il CAI Cesena ha compiuto i 60 anni di attività,” spiega Diego Del Vecchio. Componente del coordinamento e operatore naturalistico culturale. “L’idea di raccogliere più giovani con cui si condividono i principi dell’associazione bolliva in pentola già da tempo. E grazie ad altri ragazzi siamo riusciti a creare un coordinamento che ci permette di organizzare uscite. Fin dai primi mesi c’è stata una risposta di adesione immediata che è andata ben oltre le nostre aspettative. Chiaramente,” specifica, “per motivi organizzativi non possiamo essere più di 25/30 persone per ogni escursione. Ma si inizia a camminare che non si conosce nessuno e si termina il giro con un gruppo coeso.”
Le proposte degli itinerari provengono anche dai soci. La parola d’ordine? Consapevolezza e condivisione, valori che non mancano tra i giovani. Sarà anche la generazione abituata all’interazione sotto forma di cuoricini e messaggi, ma il desiderio di trascorrere del tempo insieme per fortuna è ancora vivo.
Da qui nasce anche l’esperienza di Bëlaburdèlatrek. Quattro giovani guide donne che propongono viaggi ed escursioni in territorio romagnolo e non solo, abbracciando filoni specifici in base alle proprie competenze. Romagna perduta, Tradizioni dimenticate, Partigiane di Romagna, ma anche laboratori didattici per bambini, cercando di evitare le classiche mete, o dandogli una nuova chiave di lettura.
“Ho conosciuto Giulia Mayra Manzelli tramite Instagram,” racconta Maria Sofia Celli, guida escursionistica ambientale di Predappio. “C’era in lei qualcosa che mi risuonava, e quando un anno fa mi ha contattata spiegandomi che stava organizzando un gruppo di guide non ci ho pensato troppo e ho detto sì. Conoscevo già Sara Orlati e poi si è aggiunta anche Tania Donati.”
Tutte guide ambientali e accompagnatrici turistiche diverse tra loro per studi ma con una forte passione per il territorio che si traduce nel differenziarsi da altri gruppi proprio seguendo diversi fil rouge. “Ognuna di noi ha il suo cavallo di battaglia, ovvero una zona o una tematica che sta particolarmente a cuore, e su quella costruiamo l’itinerario,” spiega Celli.
Il loro motto è offrire alternative alle mete più gettonate del territorio romagnolo e dintorni in primis come Campigna, Camaldoli o il santuario della Verna. “Andiamo anche in questi luoghi, ma lo facciamo cercando di proporre un’esperienza differente, prevedendo uscite all’insegna della conoscenza. Passiamo serate a prepararci e la soddisfazione più grande è vedere la gente che ritorna.”
“Noi siamo quelli delle prime volte,” esordiscono così Gian Marco Boschi e Andrea Garavini. Due sportivi forlivesi ai vertici dell’associazione Aquile Romagnole, il cui punto forte è organizzare viaggi, fine settimana o anche solo uscite di un giorno in cui uniscono esplorazione e adrenalina, con guide a fare da riferimento. Aquile Romagnole deve la sua nascita ai social.
“L’associazione è nata da un gruppo di amici,” spiegano. “Cinque anni fa uscivamo tra di noi e, pubblicando foto e video delle nostre avventure su Instagram, alcuni ci scrivevano chiedendoci di potersi unire. Era proprio quello che volevamo, organizzare uscite con sconosciuti per dare l’opportunità a più persone possibili di svolgere delle attività ad alto tasso adrenalinico, come arrampicate, ferrate, scalate su ghiaccio, sci di fondo, surf. Questo è infatti quello che ci contraddistingue: proporre esperienze ai nostri associati prevedendo sempre una qualche sfida sportiva, così da allargare la propria zona di comfort.”
La crescita è stata veloce dal 2023 al 2026: dietro le quinte oggi ci sono ben dieci persone, e gli associati sono 350, provenienti da regioni differenti. “In tanti ci dicono di non aver mai fatto parapendio, di non aver praticato surf… Ci sono tante attività che da soli non ci si sente di affrontare, ma con altre persone, seppur sconosciute, tutto diventa più facile. Noi diventiamo quella prima volta, un ricordo indelebile, anche perché nascono non solo amicizie ma anche relazioni d’amore.”
Chi invece solca i sentieri più conosciuti delle nostre colline e montagne è Marco Clarici, alias Boschi Romagnoli, guida escursionistica ambientale dal 2015. Originario di Forlimpopoli, ha dato una svolta alla sua vita decidendo di fare di questa passione una professione. Clarici racconta come sia aumentata la voglia di camminare nella nostra porzione di Appennino e di pari passo anche il desiderio di diventare guide.
“Quando ho fatto il corso professionalizzante eravamo 4/5 guide in tutto,” ricorda, “mentre post pandemia sono nettamente aumentate, il che è positivo, vuole dire che questa figura è sempre più riconosciuta.” Ma perché affidarsi a una guida per camminare o ciaspolare sulla neve?
“Da soli potrebbe essere rischioso, non tutti sanno orientarsi, e anche tra amici ci dev’essere sempre qualcuno che studia il percorso. Con una figura esperta invece non occorre pensare a niente, ma semplicemente affidarsi a chi è del mestiere. Un sinonimo di sicurezza.” Tra chi organizza escursioni in territorio romagnolo e sul nostro Appennino troviamo anche, solo per citarne alcuni: Agriturista Wild Trek, Scomfort Zone, Caveja Trek, Romagna Wild, Trekkabbestia e Valmatrek.





















