CocciRotti, esplorare l’arte

di Serena Onofri, foto Lidia Bagnara
SPAZIO ALLA CREATIVITà CONDIVISA
Nata nel luglio 2022 dall’amicizia e dalla sintonia professionale di Alice Naso, Alessandra Valletti e Giorgia Sartoni, l’associazione promuove ‘Senso Spazio’, un laboratorio fotografico che invita a esplorare le aree meno note di Ravenna.

CocciRotti è un’associazione di promozione sociale nata a Ravenna nel luglio 2022 dall’amicizia e dalla sintonia professionale di Alice Naso, Alessandra Valletti e Giorgia Sartoni. Le tre fondatrici si sono conosciute durante il Servizio Civile al Comune di Ravenna, nell’ambito del progetto Arte in Comune, un’esperienza che ha permesso loro di sperimentare ruoli diversi, dalla curatela alla fotografia, fino alla progettazione culturale. Al termine di quell’anno hanno scelto di trasformare quell’intesa in qualcosa di concreto. 

“Sentivamo il bisogno forte di non perderci, ma anche di continuare a portare in scena progetti che riscontravano interesse nel pubblico.” Anche il nome dell’associazione racconta la loro filosofia. CocciRotti nasce quasi per caso, ma diventa presto il manifesto di un’idea: dare valore ai frammenti, alle differenze, alle contaminazioni. Ispirandosi al pensiero di Marcel Duchamp, le fondatrici vedono nella diversità un’opportunità creativa. “Siamo persone molto diverse, e questa è la nostra più grande forza. Valorizziamo le nostre differenze per contaminare le idee e raggiungere i nostri traguardi.” 

Fin dall’inizio l’obiettivo è stato quello di creare occasioni di confronto attorno all’arte e alla fotografia, offrendo uno spazio aperto sia ai professionisti sia a chi sta costruendo il proprio percorso. Da questa intuizione è nato ‘Talkaffee’, format dedicato agli incontri tra artisti e pubblico. “Se qualcuno arriva con un progetto, il nostro compito è semplicemente trovargli un palco,” spiegano le fondatrici. Nel tempo CocciRotti ha affinato il proprio linguaggio fino a dare vita a ‘Senso Spazio’, oggi il progetto che meglio rappresenta l’associazione.

Un laboratorio fotografico che invita a esplorare le aree meno conosciute di Ravenna, trasformando la fotografia in uno strumento di osservazione, ascolto e narrazione. Ogni edizione coinvolge cittadini, fotografi e professionisti in un percorso condiviso che si conclude con mostre e installazioni diffuse. Dalla Baiona a Fornace Zarattini, passando per collaborazioni con artisti di rilievo internazionale come Gerry Johansson, il progetto continua a crescere, fino al recente riconoscimento ottenuto con il bando ‘Officina Youz’ 2025 della Regione Emilia-Romagna. 

Per le tre fondatrici la fotografia è molto più di una disciplina artistica: è un modo per imparare a guardare. “Ti obbliga a fermarti, a notare ciò che di solito attraversi distrattamente.” Per questo scelgono spesso luoghi periferici o poco valorizzati, convinte che siano proprio gli spazi meno celebrati a custodire le storie più interessanti. 

“Ci piace l’arte bella, ma anche quella ‘brutta’: quella che racconta i luoghi senza cercare per forza di renderli da copertina.” Raccontare un territorio, spiegano, significa anche prendersene cura e rafforzare il senso di appartenenza di chi lo vive. Questa filosofia ha trovato piena espressione anche nella partecipazione a ‘Sottocasa’, progetto promosso da Sguardi in Camera APS. Chiamate a contribuire alla settima edizione, hanno lavorato alla realizzazione di nuovi ritratti fotografici destinati a dialogare con gli archivi di famiglia e con la memoria dei quartieri ravennati. “Ci ha conquistate lo spirito del progetto: portare l’arte nelle periferie di Ravenna, tra strade, cortili e parchi, in luoghi dove di solito la cultura non arriva.”

Per CocciRotti, però, l’arte non è mai un gesto calato dall’alto, ma un’occasione di relazione. “Quando porti l’arte in un quartiere non arrivi in un luogo vuoto: arrivi in un posto che ha già le sue storie. Il primo gesto non è proporre un’attività, ma ascoltare.” È proprio da questo dialogo che prendono forma progetti condivisi, capaci di lasciare un segno nella comunità. 

La risposta della città ha superato le aspettative. Le fotografie hanno coinvolto numerosi cittadini e trasformato luoghi quotidiani in spazi di osservazione e incontro. Tra i ricordi più belli resta la frase di una visitatrice: “Non mi sono mai fermata così a lungo su viale Farini.” Un commento che racchiude perfettamente il senso del loro lavoro: cambiare lo sguardo delle persone sui luoghi che attraversano ogni giorno. 

Oggi CocciRotti guarda avanti con lo stesso entusiasmo degli inizi. Il sogno è avere uno spazio stabile dove accogliere mostre, laboratori e nuove idee, facendo crescere ‘Senso Spazio’ e diventando un punto di riferimento per quei fotografi “non più amatori ma non ancora professionisti.” 

Lo spirito, però, resta immutato: “Per noi è ancora come all’inizio. Continuiamo a fare tutto questo perché ci piace farlo.”

CocciRotti, esplorare l'arte
In apertura, le fondatrici di CocciRotti. Qui sopra e sotto, alcuni momenti delle attività e delle iniziative dell’associazione.
CocciRotti, esplorare l'arte
CocciRotti, esplorare l'arte
CocciRotti, esplorare l'arte
Pubblicato su Ravenna IN Magazine 03/26, chiuso per la stampa il 28/07/2026

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