Mariella Busi De Logu, dialogo e visione

di Anna De Lutiis, foto Lidia Bagnara
OMAGGIO AL MUSEO DI TEODORICO
Si presenta in modo molto ‘sintetico’ Mariella Busi De Logu, ma incontrandola, attraverso i suoi lavori, si resta stupiti dalla quantità e dalla qualità della sua produzione. “Sono nata a Cesena, vivo e lavoro a Ravenna. Ho insegnato Storia dell’Arte al Liceo classico ‘Dante Alighieri’ e Discipline pittoriche al Liceo artistico ‘Pier Luigi Nervi’. Dal 2012 collaboro con Wall Street Magazine, ora Meer. Ho attraversato le diverse discipline dell’arte visiva realizzando performance ed eventi, opere pittoriche, scultoree e manoscritti. Da molto tempo studio la storia delle donne riportando alla luce grandi figure del passato come Ildegarda di Bingen, la sapiente del Medioevo, e Giuliana Anicia, pronipote di Galla Placidia che nel VI secolo abbellì la città di Costantinopoli e fece realizzare il primo codice miniato di erbe medicinali.”

Se si provasse a riportare le collaborazioni di Mariella Busi De Logu con riviste d’arte e le sue numerosissime mostre in Italia e all’estero servirebbero pagine e pagine. È interessante partire dal suo studio, nel centro di Ravenna. E dall’immenso terrazzo al quinto piano che ha come ‘sfondo pittorico’ la splendida cupola azzurra del Duomo. Un luogo magico in cui parla delle sue ultime iniziative. Le illustrazioni sul programma del Ravenna Festival, XXXVII edizione, e la mostra In un’aria diversa, Teodorico, visitabile fino al prossimo 6 settembre, nello Spazio Teodorico presso il Mausoleo.

Ecco cosa scrive di lei la gallerista Patrizia Poggi. “Da sempre tiene un dialogo silenzioso con una pietra che tutti chiamano Mausoleo… con cui Mariella da quarant’anni conduce una conversazione silenziosa e profonda. Da qui è nato un ciclo di opere che lei stessa definisce Conversazioni con il Mausoleo. Mariella indaga l’essenza segreta del monumento, un’indagine che nemmeno dopo quarant’anni, in un rapporto che si divide tra esperienza e immaginazione, si è esaurito.” 

Quando Mariella ha saputo che Ravenna Festival avrebbe dedicato l’edizione 2026 a San Francesco, ha pensato che si potesse tornare indietro nel tempo. Ha chiesto di incontrare Cristina Mazzavillani Muti, fondatrice e creatrice del Festival, di cui oggi è presidente onorario. “Ci conoscevamo già da tempo,” racconta Mariella Busi De Logu.

“Mi sono presentata a lei portando la cartella con tutte le immagini che in questi ultimi decenni hanno tenuto desta la mia attenzione su un luogo particolare. Mi sono chiesta: perché non ricordare anche la morte di Teodorico, dopo 1500 anni, il suo monumento, allestendo una mostra, per la prima volta, nello Spazio Teodorico?”. Cristina è rimasta affascinata dai disegni, dalle foto che sottolineavano l’importanza della Tomba di Teodorico per la città. Ha subito deciso di inserire numerose immagini nel libretto del programma del Festival e di organizzare anche una mostra fotografica al Mausoleo.

Mariella basa il suo rapporto con il Mausoleo tra esperienza e immaginazione. La città, Ravenna, è il contenitore di questa esperienza, l’antica capitale diventa figura umana, femminile, paziente. Il direttore dei Musei Nazionali di Ravenna, Andrea Sardo, scrive come le visioni oniriche dell’artista, plasmate con maestria tra china, acquerello e scrittura, trasformano la pietra millenaria (del Mausoleo), in un palcoscenico per riflettere sul tempo, la natura e la bellezza. Offrendo una prospettiva attuale su espressioni e memorie custodite da secoli.

È piena di fascino, irreale, lo stimolo che sveglia la fantasia di Mariella e lavora trasformando ciò che è irreale in una visione: “…Il mio sguardo si allarga e si dilata sulla città,” scrive Mariella. “sale sulle stelle e sui monti all’orizzonte. Vola alto sopra regioni diverse, in luoghi lontani da dove resta il mio corpo… La mia mente guida lo sguardo nella memoria di quello che è stato. Di quello che è. Di quello che sarà e che ancora non appare. Il dopo, l’opera terminata, è data alle altre e agli altri da amare, perché la mia mente è già proiettata nella visione e nella ricerca di nuove risposte.” 

L’autrice ama lavorare nel silenzio del suo studio, sui tetti di Ravenna. È proprio da questo suo concentrarsi che nascono le immagini più irreali e più belle, forse quelle che già molto tempo fa si mostravano con prepotenza nei suoi quaderni dalla copertina nera. Il suo amore per Ravenna irrompe prepotente dalle sue numerose opere e dalle parole scritte a commento, con una calligrafia minuscola, che si confonde, a tratti, con la stessa opera.

“Cosa posso regalarti, Ravenna ventosa e accecata? Ti regalo queste due o tre passioni che non demordono. Resistono. I miei pomeriggi. Ti regalo i miei pomeriggi, inchiodata al tavolo bianco che cresce con me a misura dei miei lavori. Mi ha seguita per tutte le strade e ha portato e porta le mie radici in fondo alla terra. Ancorata all’orlo del tavolo ostinatamente non mollo. Nell’angolo estremo osservo questa città muta e scrivo con una piccola matita nera.”

Mariella Busi De Logu, dialogo e visione
Qui sopra, un’opera dell’artista ritrae il mausoleo di Teodorico; in apertura, Mariella Busi De Logu affacciata al terrazzo del suo studio.
Mariella Busi De Logu, dialogo e visione
Pubblicato su Ravenna IN Magazine 03/26, chiuso per la stampa il 28/07/2026

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