Crimini a Rimini: raccontare il crimine

di Serena Onofri, foto Tommaso Morosetti
Il podcast che narra il lato oscuro della Provincia
Dietro l’immaginario patinato di Rimini si nasconde un lato oscuro fatto di storie criminali spesso dimenticate o mai davvero raccontate.

È da questa consapevolezza che nasce Crimini a Rimini, podcast true crime che ricostruisce, con rigore documentale e attenzione etica, i delitti realmente avvenuti in città e in provincia. A idearlo e condurlo sono Davide Grassi, scrittore e avvocato penalista, e Davide Cardone, scrittore e content creator, che firmano un progetto capace di unire indagine, narrazione e memoria collettiva.

D. Quando avete capito che Rimini poteva diventare un perfetto teatro per un racconto true crime?

R. “Come diciamo nel nostro trailer: ‘Rimini è un posto dove passa molta gente e dove passano molte persone, succedono tante cose’. Questo è un assunto valido in generale, nel senso che la provincia riminese è ricettacolo di molte energie diverse, positive, creative.

Ma come succede in ogni storia c’è sempre un lato oscuro. Siamo appassionati di narrativa criminale, podcast e cronaca e c’è un fatto che, da consumatori, ci faceva pensare. La maggior parte dei crimini raccontati sono sempre quelli. La strage del Circeo, il delitto dell’Olgiata, la banda della Magliana. E Rimini? Siamo appena sfiorati dal racconto della Uno Bianca. Rimini è stata palcoscenico di moltissime storie criminali. Per cui avevamo a disposizione un gran numero di casi mai raccontati.”

D. Cosa rende Crimini a Rimini diverso dagli altri podcast?

R. “Ci sono due modi di fare questo tipo di podcast: il primo è quello di raccontare storie già conosciute. Un esempio è il noto programmaElisa True Crime, tra i primi ad avere avuto successo. L’altro modo è studiare il caso e fare ricerche più approfondite come fanno Carlo Lucarelli, Stefano Nazzi, Antonio Iovane e Massimo Lugli, ai quali ci siamo ispirati per creare il nostro podcast.

Abbiamo scelto questa direzione. Per ogni nuovo episodio facciamo un accesso agli atti e studiamo tutto prima di raccontare. Ricomponiamo la narrazione in maniera documentale e restituiamo la storia come veramente è avvenuta.”

D. Rimini è una città dall’immaginario fortissimo: vacanze, leggerezza, turismo di massa. Che effetto fa raccontarne il lato oscuro?

R. “Rimini è iconica per le vacanze, ma oltre alla spiaggia esiste una città ricca di storia e tradizioni. Quello di cui trattiamo è successo e in tanti ne hanno parlato, come sta succedendo ad esempio con il caso di Pierina Paganelli.

Raccontare il lato oscuro ha un effetto esorcizzante su di noi e sui nostri ascoltatori. Perché il ‘male’ non è una cosa che nasce dal nulla: ci sono delle dinamiche, delle fragilità sfruttate, dei vizi umani portati all’estremo. Ricomporre le vicende dà loro una dimensione terrena e affrontabile.”

D. Come scegliete le storie? Seguite l’eco mediatico dei casi o cercate episodi meno noti, magari rimossi dalla memoria collettiva?

R. “Il requisito fondamentale è che devono essere casi già giudicati fino al terzo grado. Non devono per forza essere noti, anzi, forse è auspicabile il contrario, ma devono avere le caratteristiche del romanzo che avresti voluto leggere.”

D. Quando capite che una storia funziona?

R. “Ci accorgiamo che una storia può funzionare quando segue un percorso non lineare, quando anche in noi si crea quella suspence che il fruitore ricerca in questo prodotto.”

D. Pensate che il true crime possa essere anche uno strumento di memoria collettiva e riflessione sociale, oltre che di intrattenimento?

R. “Ne siamo convinti. Le storie si perdono nel tempo, molte volte a discapito delle stesse vittime. Ricomporre queste storie serve anche a guarire la memoria collettiva. Per quanto riguarda la riflessione sociale quella dipende da ognuno degli utenti. Noi non discutiamo il motivo per cui ci ascoltano. Quello che possiamo controllare è la dimensione etica del nostro prodotto, seppur d’intrattenimento.”

D. Guardando avanti: Crimini a Rimini resterà legato a un territorio preciso o potrebbe diventare un format pronto a esplorare altre province italiane?

R. Rolling Stone Italia a ottobre di quest’anno ha scritto un articolo dal titolo: C’è un nuovo podcast true crime diverso dagli altri: Crimini a Rimini. Anche questo è stato per noi un segnale importante, perché significa che gli ascoltatori non sono solo del nostro territorio.

Per il momento potremmo toccare qualche altra provincia in caso di scene del delitto particolarmente interessanti e mai raccontate, ma per farla diventare una cosa organica aspettiamo qualcuno che ci produca seriamente.”

Crimini a Rimini: raccontare il crimine
Qui sopra, da sinistra, Davide Cardone e Davide Grassi, autori del podcast. In apertura, gli strumenti e i documenti utilizzati per registrare il podcast ‘Crimini a Rimini’.
Pubblicato su Rimini IN Magazine 01/26, chiuso per la stampa il 27/02/2026

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