Marco Pesaresi: un patrimonio di immagini

di Marcello Tosi, foto Elena Morosetti
L’eredità Visiva Di Marco Pesaresi Vive a Savignano
Dal 2015 il suo archivio, composto da oltre 140.000 documenti – negativi, provini, stampe, fotocolor – è conservato nel cinquecentesco Monte di Pietà di Savignano sul Rubicone, grazie a un accordo di comodato tra il Comune e le eredi: la madre Isa Perazzini e le sorelle Laura e Simona. Un’intesa che ha consolidato una collaborazione avviata nel 2002, legando in modo duraturo il nome di Pesaresi alla città che lo ha sempre celebrato.

C’è un patrimonio di immagini che racconta la modernità con sguardo inquieto e febbrile: quello del fotografo riminese Marco Pesaresi (1964-2001).

Grazie a un contributo del Fondo Cultura del Ministero della Cultura, Savignano – da tempo riconosciuta in Italia e all’estero come ‘Città della fotografia’ grazie al SI Fest – ha potuto realizzare, nell’ambito di un progetto triennale, la Fototeca comunale ‘Marco Pesaresi’, inaugurata nel 2024.

Un’istituzione unica in Romagna, aperta a studiosi, fotografi e appassionati, che raccoglie e valorizza un’eredità visiva di grande intensità. La Fototeca è oggi un punto di riferimento per attività di conservazione, ricerca, formazione e produzione legate alla fotografia contemporanea.

“Avvicinarsi all’archivio di un fotografo come Pesaresi,” spiega l’archivista Giuseppe Pazzaglia, “significa entrare nel suo modo di guardare. Aprire i faldoni, osservare la sequenza degli scatti, permette di capire come si muoveva davanti a una scena. Come cercava il contatto empatico con i soggetti. Marco non rubava la fotografia: si faceva guardare, instaurava una relazione. Analizzando le sequenze si intuiscono i suoi criteri di scelta, la capacità di cogliere quell’istante preciso. Rivelando così la sua poetica di grande reporter umanista, immerso nella vita delle persone.”

Un patrimonio di immagini e di storie che, come sottolinea il sindaco Nicola Dellapasqua, rappresenta “un’esperienza culturale che unisce luoghi, tempi e vite diverse. Con la Fototeca,” spiega, “Savignano compie un passo importante nel suo lungo percorso legato alla fotografia. L’archivio Pesaresi è ora fruibile anche online, grazie al processo di digitalizzazione che lo rende accessibile a tutti.

Il nostro obiettivo è far sì che questa straordinaria raccolta di storie non resti chiusa, ma venga diffusa e condivisa. Mostre, progetti e collaborazioni dovranno far conoscere Pesaresi e, attraverso lui, la nostra città. La fotografia è diventata parte del nostro Dna culturale e continuerà a esserlo anche fuori dai confini locali.”

La vitalità dell’opera di Pesaresi è testimoniata dal continuo interesse che accompagna le sue mostre. Capaci di restituire nuovi punti di vista sul suo universo visivo. È il caso di Rimini proibita, esposizione in corso ai rinnovati Palazzi dell’Arte di Rimini, curata da Jana Liskova e Mario Beltrambini. Oltre cento fotografie, molte inedite, esplorano una Rimini diversa. Fatta di sogni, umanità e trasgressione, in dialogo con il romanzo Rimini (1985) di Pier Vittorio Tondelli. Una rilettura critica della mostra Rimini del 2003, che riporta a galla la città di fine millennio vista attraverso l’obiettivo di Pesaresi.

“Marco Pesaresi,” racconta Mario Beltrambini, fotografo santarcangiolese, curatore e vicepresidente di Savignano Immagini e membro del comitato scientifico del Si Fest, “prediligeva il bianco e nero. Perché non distraesse dal pensiero e dalla memoria. In Rimini proibita però il colore emerge con forza, rivelando quanto sapesse usarlo per dare vita a emozioni intense. Sono immagini che col tempo diventeranno documenti di un’epoca, e che mostrano la sua capacità di cogliere il momento esatto in cui scattare. Mi piace definirle fotografie ‘da una notte all’altra notte’.

Non sappiamo se Pesaresi e Tondelli si siano mai incontrati, ma qui i loro sguardi si sfiorano: diversi, eppure complementari. Insieme restituiscono la memoria di una Rimini che non si accontenta di un’unica immagine.” Dodici anni di attività, fino alla sua tragica scomparsa, sono bastati a Marco Pesaresi per costruire un archivio imponente, da analizzare e condividere con rispetto. “Le sue foto,” conclude Beltrambini, “vanno lasciate parlare da sole. Sono l’opera di un autore che diceva di portare la fotografia addosso. E quella fotografia continua oggi a vivere, respirando attraverso gli occhi di chi la guarda.”

Marco Pesaresi: un patrimonio di immagini
Qui sopra il sindaco di Savignano, Nicola Dellapasqua presso l’ingresso della fototeca. In apertura, il sindaco insieme all’archivista Giuseppe Pazzaglia (in alto a sinistra), Mario Beltrambini (al centro), fotografo e organizzatore delle mostre dedicate a Marco Pesaresi, e Massimiliano Ottaviani, operatore della Fototeca.
Pubblicato su Rimini IN Magazine 04/25, chiuso per la stampa il 17/11/2025

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