Silvia Magnani, vittorie ad alta quota

di Massimo Montanari, foto Massimo Fiorentini
Toccare Il cielo: la Campionessa Di paracadutismo di Ravenna
Prima, e per un lungo periodo, con la punta delle dita toccava i parquet delle palestre e i palcoscenici dei teatri, da danzatrice, con tournée e spettacoli. Poi con le dita ha cominciato a toccare il cielo.

Silvia Magnani, atleta trentasettenne ravennate – ma in procinto di diventare cittadina di Borghi, dove si è trasferita con il marito Claudio –, la felicità l’ha trovata anche nella sua nuova dimensione sportiva. Da campionessa di danza è diventata campionessa di paracadutismo. Dall’arte del movimento all’arte del volo.

“Qualche anno fa ritrovai per caso una lista dei desideri che avevo quando ero bambina,” racconta. “Ce n’erano tanti. Il quarto era volare e lanciarsi con il paracadute. Evidentemente era destino.” Che si materializza nell’incontro nel 2008 con il suo attuale compagno di vita: Claudio Carbone, oggi atleta professionista, istruttore e coach di paracadutismo ed ex velocista di atletica leggera.

“Lui era appena entrato nel gruppo sportivo dei Carabinieri e io cominciai a seguirlo nelle sue gare e nei suoi circuiti di World Cup restando affascinata da questa disciplina,” racconta Silvia Magnani. “Finché, nel 2011, decisi di fare il mio primo lancio e poi il corso.” Teatro dell’evento è La Spreta, dove ha sede lo Skydive Pull Out. È l’unica scuola di paracadutismo del territorio a cui è associata e il cui nome porta in giro per l’Italia e per il mondo.

“Il mio primo lancio è stato molto emozionante. Ero una ragazza. Ricordo tanta adrenalina ma nessuna paura, e grande entusiasmo. Tant’è che decisi quasi subito che non avrei fatto paracadutismo solo per divertimento – che poi lanciandosi è inevitabile. Ma che avrei voluto intraprendere un percorso agonistico. Mi iscrissi al corso. Sette lanci assistiti con istruttori per prendere il brevetto, il nostro ‘foglio rosa’ . Poi minimo 50 lanci per accedere alla licenza Enac, e col tempo iniziai ad allenarmi e a gareggiare.” 

I primi risultati arrivano nel 2018: un bronzo nella quarta tappa della World Cup Series a Belluno, nella precisione in atterraggio a squadre. “Quella è la più antica delle 14 discipline del paracadutismo, prevalentemente praticata dai centri sportivi militari per il grande impegno richiesto nella preparazione. Ci si lancia da un velivolo da 1.000 metri con una squadra composta da 5 atleti. Si aprono le vele e si gestisce la differenziazione di quota per atterrare uno dopo l’altro sul medesimo bersaglio. Con al centro un rilevatore elettronico del raggio di 16 centimetri. Il centro ha un diametro di 2 cm e si deve toccare con un tacchetto posto sotto al tallone della scarpa. Le gare si svolgono su un totale di 8 lanci.” 

Nel 2019 arriva il primo titolo italiano al campionato Anpdi, l’Associazione Nazionale paracadutisti d’Italia che tra le altre attività rilascia qualifiche di paracadutista civile. Il primo dei cinque ori ai Campionati italiani assoluti di discipline classiche arriva invece nel 2021 in combinata, accompagnato da due argenti e tre bronzi; il primo successo internazionale ‘Paracadutista Bruno Nofori’ è del 2023 nell’individuale a Molinella mentreil primo oro nella World Cup Series è del settembre 2025 a Locarno, a coronare il secondo miglior anno della sua carriera. Silvia ricorda: “Locarno mi ha portato fortuna.

Lì ho vinto tre medaglie nelle World Cup Series e due podi di squadra nella classifica finale. Nella prova di settembre ho anche ottenuto il mio record personale in gara di 11 centimetri su 8 lanci. Il 2025 è stato senza dubbio un ottimo anno coronato dall’oro individuale agli italiani dove ho chiuso con il miglior risultato femminile mai ottenuto sinora, in una rassegna tricolore. Il 2023 è stato invece l’anno della mia stagione migliore in assoluto, con 5 ori italiani in tutte e tre le discipline: precisione in atterraggio, stile in caduta libera e combinata.

Un bronzo nazionale, un terzo posto in World Cup Series e un bronzo individuale all’International Dubai Parachuting Championship, gara di grande prestigio. Sono salita sul podio a Dubai con le due francesi, la pluri-campionessa del mondo Deborah Ferrand, e l’attuale campionessa del mondo Leocadie Ollivier de Pury. Abbracciarci avvolte nelle bandiere è stata una delle emozioni più grandi della mia vita.” 

Dottoressa fisioterapista nella vita di tutti i giorni e con un progetto nascente di cura integrata, Silvia Magnani è ambasciatrice di questo sport, trasmettendo l’importanza di come un profondo lavoro su corpo e mente, oltre a una solida preparazione atletica, siano connessi ai risultati nello sport e nella vita.

“Negli ultimi anni il livello del paracadutismo italiano femminile è cresciuto tantissimo, ma restano ancora ingiustizie di genere,” commenta con amarezza, “perché chi deve selezionare continua a privilegiare la rappresentanza maschile alle gare di rilievo. Agli Europei del 2025 ci sarebbe stata la possibilità concreta di portare a casa una medaglia ma non c’è stata nessuna rappresentanza femminile. Una disparità che andrebbe colmata.”

Silvia Magnani, vittorie ad alta quota
Pubblicato su Ravenna IN Magazine 01/26, chiuso per la stampa il 24/03/2026

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