Casa Pausini: la casa museo dell’artista a Solarolo

di Alessandra Albarello
A Solarolo, Un viaggio immersivo nella casa-museo dell’artista
“Cosa avrei fatto se non avessi vinto Sanremo?” Se lo chiede Laura Pausini nel docufilm Piacere di conoscerti del 2022 diretto da Ivan Cotroneo, che ripercorre la vita pubblica e privata dell’artista, partendo da un punto di vista insolito. La risposta è immediata: di giorno ceramista (si è diplomata all’Istituto di Arte di Faenza), di notte cantante di piano bar.

E proprio a questo docufilm è dedicata una delle cinque stanze di Casa Pausini, Laura Pausini Museum. Perché proprio di stanze si tratta. E precisamente quelle della casa di Solarolo, in provincia di Ravenna, dove Laura è cresciuta e la cui facciata è ora decorata dai murales di David Pompili. Non a caso, fuori è affissa una targhetta in ceramica con scritto ‘Famiglia Pausini’. Mentre, agganciati al cancello, centinaia di lucchetti con messaggi di affetto testimoniano l’amore incondizionato dei fan. 

Inaugurato a settembre, il museo Casa Pausini, dietro al quale c’è naturalmente anche Fabrizio, papà e mentore di Laura, propone un viaggio immersivo nel mondo Pausini. Attraverso racconti visivi a volte inediti che vanno dagli esordi, proprio nei piano bar, ai grandi successi internazionali. Fanno quasi tenerezza i primi look ingenui di una ragazzina timida che, da un minuscolo e sperduto paese romagnolo, ha inseguito un sogno immenso. Ed è andata ben oltre.

All’ingresso del museo, a scandire il tempo che è passato, il primo outfit indossato per il Festival di Sanremo del 1993, l’anno della vincita con la canzone La solitudine. Affiancato dallo stesso completo giacca e pantaloni reinterpretato da Giorgio Armani nel 2023 per il tour celebrativo di 30 anni di carriera Laura 30. Che, in sole 24 ore, ha toccato New York, Madrid e Milano. Un fax di Tim Rice, autore tra l’altro di Jesus Christ Superstar, racconta che fu proprio lui ad aver riadattato quella canzone in inglese nel 1995. 

Una sala è poi dedicata ai memorabilia. I primi premi, i primi microfoni, le prime registrazioni, le prime foto amatoriali e poi il testo originale della svolta: La solitudine di Pietro Cremonesi e Federico Cavalli. Un semplice foglio dattiloscritto, con le correzioni apportate direttamente a penna da Laura. Una su tutte quel “Marco se ne è andato…” a sostituire “Anna se ne è andata…”. Proprio quel Marco che appare in una foto sbiadita inserita in un diario di scuola e che è stato uno dei primi amori di Laura.

Ma il vero, grande amore, coronato con il matrimonio celebrato sempre a Solarolo nel 2023, è arrivato con Paolo Carta. Ed ecco allora anche gli abiti degli sposi e della damigella, la figlia Paola. A proposito di abiti, sono molti quelli esposti in Casa Pausini. In una sequenza tematica che fa rivivere i momenti apicali della carriera dell’artista e le emozioni collegate ai tour, ai videoclip e a eventi speciali come la candidatura all’Oscar nel 2021 con la canzone Io Sì (Seen), già vincitrice del Golden Globe.

Tra gli stilisti preferiti Valentino e Giorgio Armani, che ha anche scritto a Laura Pausini un breve messaggio di ringraziamento poco prima della sua scomparsa. Su uno stand sono invece allineati tutti gli accappatoi che Laura indossa alla fine di ogni concerto come rituale liberatorio. Mentre le pareti del Museo sono letteralmente ricoperte dai premi ricevuti, tra cui gli innumerevoli dischi d’oro e di platino. Accanto a questi, i riconoscimenti per il suo continuo impegno nel mondo charity e nel sostegno della causa femminile, forse quelli a cui tiene maggiormente.

Uno dei pezzi più significativi è una lettera del 13 giugno 2003, leggermente rovinata dall’alluvione, con cui Kofi Annan (presidente delle Nazioni Unite dal 1997 al 2006), la ringrazia per la sua partecipazione al Pavarotti & Friends. Sono tante le chiavi di lettura di questo museo. Come sono molteplici le sfaccettature della personalità di Laura Pausini dove, in uno strano ma riuscitissimo connubio, coesistono ‘romagnolità’ e spirito internazionale. Un caleidoscopio di incontri e di collaborazioni, di vita privata e pubblica. Il suo amore, ricambiato, con la Spagna e i paesi latinoamericani, tanto che dal 1995 ha deciso di pubblicare contemporaneamente ogni album nella doppia versione italiana e spagnola.

Al museo Casa Pausini c’è tutto quello che ti aspetti e anche quello che non sapevi. Qualche esempio: One more time che nel 1999 diventa colonna sonora del film Le parole che non ti ho detto con Kevin Costner. Il Music Awards ricevuto assieme al Maestro Ennio Morricone che ha riarrangiato La solitudine per l’album 20. The Greatest Hits, l’incontro con Kylie Minogue… E poi c’è Laura presentatrice televisiva di reality internazionali tra cui X Factor e l’Eurovision Song Contest. Con outfit che diventano protagonisti assoluti di una stanza.

L’ultima sorpresa aspetta il visitatore in giardino: l’impronta del calco delle mani impresso sulla Walk of Fame di Rotterdam nel 1994. Un museo vivo, in continuo divenire che rafforza ancor più il legame con i fan che ora attendono con impazienza l’uscita del nuovo album Io canto 2, a distanza di vent’anni dal primo, Io canto. Il Laura Pausini Museum viene infatti regolarmente aggiornato con nuovi pezzi, come gli ultimissimi premi. Il Billboard Music Award e il Women of The Year Achievement Award consegnati all’artista rispettivamente a Miami il 23 ottobre e a Madrid il 28 ottobre. Che c’è ancora da dire? “Marco se ne è andato…” ma Laura Pausini in realtà è sempre rimasta qui. A Solarolo. E all’uscita viene quasi voglia di attaccare un lucchetto al cancello.

Casa Pausini: la casa museo dell'artista a Solarolo
In queste immagini, Laura Pausini all’inaugurazione della sua casa-museo, e alcuni dischi e abiti della cantante in mostra.
Casa Pausini: la casa museo dell'artista a Solarolo
Casa Pausini: la casa museo dell'artista a Solarolo
Casa Pausini: la casa museo dell'artista a Solarolo
Pubblicato su Ravenna IN Magazine 05/25, chiuso per la stampa il 16/12/2025

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