Davide Lomma, ascolto e visione

di Deborah Papisca
L’autentica narrazione del reale del regista Davide Lomma
C’è una generazione di giovani registi che non nasce sui set, ma nelle pieghe più intime delle storie. Davide Lomma appartiene a questa categoria silenziosa e magnetica: classe 1989, originario di Pesaro, uno sguardo che osserva più che affermare, una sensibilità che si muove tra antropologia, disciplina in cui è laureato, immagine e ascolto.

La carriera di Davide Lomma non somiglia a una scalata, ma a un percorso naturale: il fluire di un talento che cresce senza ostentazione, mettendo al centro la verità delle persone e il rispetto dei loro vissuti.

Da giovanissimo trova nella scrittura e nella musica i suoi primi strumenti espressivi, poi scopre che il cinema li contiene tutti: la parola, il ritmo, la relazione, l’immagine. Oggi guida la Lomma Factory, casa di produzione pesarese nata dalla sua visione, ed è stato recentemente nominato Presidente della CNA Cinema e Audiovisivo di Pesaro e Urbino, l’organismo di riferimento che rappresenta e sostiene i professionisti del settore sul territorio. Un ruolo che riconosce il suo percorso e rafforza il legame tra la sua crescita artistica e la comunità creativa locale.

Il suo rapporto con il cinema affonda le radici negli anni del liceo, quando alcuni professori lo coinvolgono in progetti scolastici che si trasformano in veri e propri laboratori creativi. A quindici anni dirige diversi lungometraggi, forse senza immaginare che quella passione extracurricolare sarebbe diventata il suo mestiere. Una vocazione che cresce in silenzio, insieme al suo modo di osservare il mondo e di raccontarlo attraverso la macchina da presa.

Il suo modo di girare nasce proprio da questa attitudine: mettere al centro ciò che accade, senza forzare, senza sovrascrivere. Nei suoi set si respira un’attenzione rara per il ritmo naturale delle cose, per la spontaneità delle persone, per l’autenticità dei luoghi. Non stupisce che molti dei suoi collaboratori parlino di lui come di un ‘regista che ascolta’ prima ancora che di un ‘regista che dirige’. È una qualità che lo accompagna da sempre e che oggi rappresenta una firma riconoscibile del suo stile. 

“Creo storie che lasciano qualcosa allo spettatore,” afferma. “Non devono essere solo intrattenimento.” Una visione che trova piena espressione in L’Ultima Isola, il suo lungometraggio uscito al cinema nel 2024. Raccontare l’immigrazione senza cadere né nel moralismo né nella spettacolarizzazione del dolore è una sfida complessa, che Lomma affronta con delicatezza e rigore. 

“Ho cercato un taglio antropologico,” spiega. “Osservare prima di giudicare, ascoltare prima di interpretare. La mia idea era raccontare il naufragio attraverso gli occhi di un gruppo di ragazzi che si è trovato in mezzo a un mare ricoperto di persone e ha cercato di salvarne quante più possibile. Dal trauma può nascere una forza nuova. Volevo trasmettere un messaggio di rinascita.” 

Per lui, Lampedusa è stata anche una trasformazione personale. “Mi ha permesso di approfondire un modo diverso di dirigere: ritmi lenti, inquadrature lunghe, una dimensione contemplativa completamente opposta al film precedente, L’amore fuggente. È stato un linguaggio inedito e molto istruttivo.” 

Il film continua a viaggiare fuori dall’Italia, con proiezioni in Francia e una selezione a Tokyo, dove a dicembre verrà presentato a un festival e proiettato anche per l’Istituto Italiano di Cultura. “Mi piace che il tema risuoni anche in culture lontane dalla nostra,” aggiunge. 

Oggi Lomma è già immerso in nuovi progetti. “Sto lavorando a un film dedicato a Enrico Mattei, in particolare al suo legame con le Marche. È nato ad Acqualagna e ha vissuto a Matelica. Voglio raccontare l’infanzia e la parte privata di questo personaggio, meno conosciuta. Le riprese sono già iniziate.”

E sorride quando parla del futuro: “Confesso che sto lavorando ad altre idee, ma per ora… top secret.” 

In un’epoca che corre, Davide Lomma sceglie la profondità. E continua a ricordarci che il cinema, quando è sincero, non mostra: rivela. E in quella rivelazione, spesso, troviamo anche un pezzo di noi.

Davide Lomma, ascolto e visione
In queste immagini, il regista Davide Lomma sul set dei suoi film.
Davide Lomma, ascolto e visione
Pubblicato su Pesaro IN Magazine 02/25, chiuso per la stampa il 12/12/2025

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