Palazzo Lazzarini: il palazzo del seminario a Pesaro

di Giovanna Patrignani, foto Luca Toni
La storia Di Palazzo Lazzarini continua a vivere
In via Rossini 53, proprio di fronte al sagrato della Cattedrale, si affaccia un grande palazzo che per secoli ha formato generazioni di giovani destinati al sacerdozio: l’ex Seminario diocesano.

La storia di Palazzo Lazzarini comincia nel Cinquecento. Il Concilio di Trento, in ottemperanza al decreto ‘De Seminariis clericorum’(1563), stabilì che ogni diocesi dovesse avere un seminario stabile per la preparazione spirituale e temporale dei chierici al sacerdozio.

Fu il vescovo di Pesaro Giulio Simonetta a decidere l’istituzione del Seminario. Di cui fino ad allora la Chiesa pesarese era priva. Assegnando in data 21 aprile 1575 la rendita di vari redditi patrimoniali diocesani alla costruzione, iniziata solo nel 1586 dal vescovo Cesare Benedetti, che la condusse a termine nel 1607. Tale Seminario, nella stessa posizione dell’attuale, era a tre piani. Con tetto a capanna e retrostante giardino con alberi. Come si può vedere nella particolareggiata pianta prospettica di Pesaro stampata nel 1663 dal cartografo olandese Joan Blaeu.

Già nella prima metà del Settecento si poneva il problema di un ampliamento del vecchio Seminario, ridotto in precarie condizioni e ormai insufficiente alle necessità. Nel 1782 il vescovo Rocco Maria Barsanti decise di ricostruirlo. Affidò l’incarico del progetto al canonico Giovanni Andrea Lazzarini, noto pittore e architetto pesarese, di cui ancora conserva il nome (appunto, Palazzo Lazzarini).

Contribuì per tale fabbrica la ricca Compagnia di Sant’Andrea. Dapprima con 1.000 scudi e poi altri 5.000 al tempo del vescovo Giuseppe Maria Luvini, il quale ottenne ulteriori finanziamenti dal pontefice Pio VI grazie alla bolla papale del 1786 che prevedeva che i beni di confraternite religiose pesaresi soppresse fossero destinati all’edificazione del nuovo Seminario.

Il vescovo Luvini lo realizzò “con idea molto più grandiosa di quella avessero i suoi predecessori”. E “con somma sollecitudine”, avendovi fatto lavorare un centinaio di uomini nel triennio 1787-1790, quando la fabbrica, “eretta da fondamenti”, fu condotta a termine. Anche con la revisione dell’illustre architetto pontificio Giovanni Antinori, molto attivo tra Lisbona, Roma, la Toscana e le Marche. 

Il palazzo del Seminario, con tetto a padiglione esternamente rivestito in coppi, si erge con una semplice ed elegante facciata settecentesca neoclassica a due piani con mezzanino. Spartita in forme luminose tra il cotto rossastro dei mattoni delle superfici e il tufo, l’arenaria e la pietra calcarea delle cornici, delle lesene e delle colonne. La massiccia cornice marcapiano e tutte le finiture decorative sono realizzate in pietra arenaria locale, che produce un caldo effetto finale sulle superfici murarie.

Agli angoli del prospetto un bugnato in pietra disegna il piano terra. Sulla facciata si aprono tre ordini di finestre. Il piano nobile è illuminato da finestre provviste di timpani, allineate ad altre più modeste riquadrate in laterizio, che formano il piano ammezzato. Sul lato occidentale, leggermente arretrato sul filo della facciata, è costruita un’ulteriore porzione di palazzo che interrompe la simmetria. Al centro del prospetto si erge il pregevole portale in arenaria sormontato da timpano curvo e decorato da due lampade sacre laterali poggianti su mensole a volute.

Elemento di spicco del palazzo è l’atrio sormontato da volta a botte e colonne di ordine dorico. Da esso si procede verso il vestibolo e lo scalone di rappresentanza, in cui è possibile cogliere la cifra stilistica dell’architetto Lazzarini. Qui improntata a un classicismo di estrema sintesi, dal severo rigore formale, attraverso l’accentuata geometrizzazione delle linee architettoniche.

Due rampe di scale convergenti immettono su di un corridoio aperto voltato da crociere, che funge da diaframma dilatando lo spazio dell’ingresso e introducendo con effetto scenografico verso la corte interna. Gli ambienti interni del palazzo sono sobriamente decorati con stucchi neoclassici.

Nei secoli XIX-XX la struttura interna dell’ex Seminario ha subìto notevoli danneggiamenti, rifacimenti e diverse destinazioni d’uso. Attualmente è in atto la ristrutturazione interna del palazzo, 6.000 mq inutilizzati da più di una ventina d’anni, che saranno adibiti a studentato sia per universitari che per studenti del Conservatorio Rossini, in linea con la storia e funzione secolare dell’ex Seminario; ma vari ambienti saranno utilizzati anche per diversificati eventi culturali. Il Palazzo Lazzarini, nel cui suggestivo seminterrato ha sede dal 2006 il prezioso Museo Diocesano, diventerà quindi un polo culturale al servizio della città.

Palazzo Lazzarini: il palazzo del seminario a Pesaro
In apertura, la facciata del Palazzo del Seminario diocesano. Qui sopra, il ritratto di Giovanni Andrea Lazzarini, pittore e architetto.
Pubblicato su Pesaro IN Magazine 02/25, chiuso per la stampa il 12/12/2025

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