Roberta Pasi, la signora delle rose

di Chiara Bissi, foto Lidia Bagnara
A San Bartolo, il giardino vivaio Le Collettes di Roberta Pasi
Con ogni probabilità le rose antiche presenti nei giardini ravennati, spesso aperti in occasione di manifestazioni all’aria aperta, sono state acquistate in quell’angolo di paradiso che è il giardino vivaio Le Collettes di Roberta Pasi a San Bartolo.

Dal 1999, Roberta Pasi affianca al lavoro presso la biblioteca Oriani una ricerca infinita e appagante sulle rose che dall’antichità alla metà del Novecento hanno ornato parchi e spazi verdi privati. Gli anni Cinquanta sono il limite oltre il quale si ferma il suo studio incessante.

“Nel 1999, anno in cui è nato mio figlio, ho avviato una piccola produzione e grazie a mio padre, contadino, ho imparato a innestare. Tutto è cominciato con le prime 40 piante fornite da Walter Branchi, musicista, compositore e appassionato giardiniere di rose antiche francesi dell’Ottocento, che in quegli anni aveva un vivaio giardino sul lago di Corbara, vicino a Orvieto.

Nel corso degli anni ho visitato giardini di rose e vivai in tutt’Italia e in particolare tra la Toscana e l’Umbria, così è nata l’idea di riprodurre esperienze che qui nel Ravennate non esistevano: ho realizzato il sogno di creare un luogo dove non si svolge solo la vendita di piante in vaso, ma c’è anche la possibilità di vedere le rose collocate in un contesto particolare, come un giardino espositivo. In questo modo chi viene in visita si rende conto anche di come diventeranno le piante acquistate.”

All’interno di quella che era l’azienda agricola di famiglia con casa colonica ristrutturata, ha preso corpo il giardino vivaio, che deve il proprio nome al ricordo di un viaggio e di una visita al giardino della casa museo di Renoir, Domaine des Collettes, sulle alture di Cagnes-sur-Mer in Costa Azzurra. A San Bartolo la casa riqualificata con gusto, senza concedere nulla a mode e ad ambientazioni artefatte, conserva l’autenticità dell’ambiente rurale con stile e sobrietà.

Nell’ampio parco a disposizione c’è posto anche per un bosco con alberi sui quali si possono riconoscere bellissime varietà di rose rampicanti. E di varietà, gruppi, nomi, anni di nascita, storie, Roberta Pasi – da molti rinominata ‘la signora delle rose’ – parla da anni con chi decide di partecipare alle aperture e agli eventi divulgativi organizzati durante l’anno, come gli incontri sulla potatura delle rose con l’esperto Maurizio Feletig.

In 20 anni ho fatto conoscere le rose antiche a tante persone che sono venute qui non solo dalla Romagna ma da tutt’Italia. Penso al giardino come un luogo ricco di profumi, la rosa antica ha un’infinita grazia negli arbusti, una morbida eleganza, mantiene un bel fogliame e anche se alcune varietà fioriscono una volta sola, tutte sono ricche di fascino.

Le rose antiche necessitano di pochi trattamenti, richiamano spontaneità e spazio. Per questo non seleziono e non vendo rose senza profumo o troppo delicate. Nel tempo ho realizzato cataloghi con varietà che conosco e amo. Ora vorrei arricchirli con nuove descrizioni.” 

Delicate, persistenti, fruttate, infinite sono le fragranze e così le tonalità delle rose selezionate a Les Collettes: antiche, classiche e botaniche, tra cui spicca una collezione di Pimpinellifolia, passione ereditata dalla nonna. Per ogni varietà Roberta Pasi ricorda il nome, una caratteristica, una data, una storia, sempre accompagnata nella visita da un gattone rosso, vigile e curioso.

Come sfogliando gli albi da disegno, che la padrona di casa per passione riempie di soggetti floreali, si possono avvicinare:

  • le rose Alba, tra le più antiche riportate dalle cronache botaniche a unica fioritura tra maggio e giugno;
  • la Gallica Officinalis utilizzata nel Medioevo in farmacia;
  • le Bourbon come la Madame Isaac Pereire (1881) rampicante e rifiorente;
  • le Moschata come la rifiorente grande cespuglio o piccolo rampicante Cornelia;
  • le Rugose come la Roseraie De L’Hay (1901) dal color porpora;
  • la Sara Va Fleet (1926),
  • oppure la Mrs. Anthony Waterer (1898) dal color rosso.

E ancora:

  • le Damascena, amate nel corso delle grandi civiltà antiche dalla Persia, all’Egitto fino alla Grecia e Roma,
  • le rose Chinensis come la Serratipetala (1831),
  • le prime rose da taglio Ibridi Perenni come Paul Neyron (1869) citata nel Gattopardo,
  • la Climbing Cecile Brunner (1881), una delle prime rose acquistate da Roberta Pasi,
  • le rose Tea quali la rifiorente Archiduc Joseph (1872),
  • o la Madame Edmond Rostand (1912).

Impossibile citarle tutte per importanza e bellezza, senza dimenticare la Rosa Sancta, originaria dell’Etiopia, ma ritrovata in alcune tombe egizie.

Il mondo delle rose appare come un intreccio di saperi antichi e moderni che raccoglie in tutto il mondo fini cultori, appassionati di giardini e in passato letterati come Vita Sackville West, scrittrice, esperta di giardinaggio, legata sentimentalmente a Virginia Woolf; e prima ha affascinato, tra gli altri, autori come Torquato Tasso nella Gerusalemme liberata; Emily Dickinson in Nobody knows this little Rose; e ancora Jorge Luis Borges in La Rosa; Dino Campana In un momento; Marino Moretti in Elogio di una Rosa. Per conoscere molto altro sulle rose antiche l’indirizzo più vicino è in direzione San Bartolo, nella quiete della campagna ravennate.

Roberta Pasi, la signora delle rose
In apertura, la florovivaista Roberta Pasi. Qui sopra, la rosa rugosa Mrs Anthony Waterer, anno 1858. Sotto, la rosa Alba Maxima, anno 1700 circa.
Roberta Pasi, la signora delle rose
Pubblicato su Ravenna IN Magazine 02/26, chiuso per la stampa il 25/05/2026

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