Da una parte ci sono i canoisti dei fiumi appenninici, quelli che vivono la canoa in Romagna aspettando le piogge e controllando gli idrometri. Quelli che partono in uscite estemporanee sul Montone, il Rabbi, il Bidente o il Savio. Dall’altra ci sono le escursioni sul lago di Ridracoli, adatte a tutti, dove la canoa in Romagna diventa scoperta lenta. Immersione nel paesaggio delle Foreste Casentinesi.
“Il rapporto con l’acqua è sempre diverso. Possiamo dire che non entri mai due volte nello stesso fiume,” dice Federico Ricci, canoista esperto di discese avventurose. Federico ha iniziato a pagaiare a quattordici anni. Oggi ne ha quarantadue e continua a organizzare discese insieme a una comunità ristretta di appassionati (un migliaio in tutta Italia). “Ci sentiamo quando il livello dei fiumi è adeguato, non deve essere né troppo alto, né troppo basso e neppure fangoso.” Un’attività che entra nel vivo tra l’autunno e la primavera, quando i fiumi cambiano volto e diventano ‘navigabili’. E che attira appassionati da Bologna, Imola, Veneto e Lombardia fino all’Umbria.
Sul Bidente di Pietrapazza, il tratto che si può fare in canoa parte poco sotto l’agriturismo Ca’ di Veroli. Arriva fino all’abitato di Santa Sofia, attraversando gole scenografiche e pozze che d’estate si riempiono di bagnanti. Percorrendo il Montone si scende da San Benedetto in Alpe (dal ristorante Il laghetto) fino al ponte romano della Brusia, a Bocconi. Sul Rabbi ci si imbarca vicino alla confluenza con il torrente Fiumicello e si arriva a Premilcuore. Lungo il Savio, dalla diga di Quarto al ponte Saraffa (Sarsina) e si prosegue fino a Monte Castello.
La canoa in Romagna fluviale non è mai improvvisazione. “Non si scende mai da soli e nel gruppo deve esserci un membro esperto di canoa e una guida fluviale. Perché bisogna anche saper leggere il fiume che può cambiare molto rapidamente.” Nei passaggi più complessi il gruppo si ferma e fa ‘scouting’: si osserva il tratto, si decide come affrontarlo, specialmente se ci sono ostacoli. La sicurezza è un lavoro collettivo.
Quando qualcuno rischia di ribaltarsi entrano in gioco le tecniche di recupero e la cosiddetta ‘sicura’. Compagni posizionati a riva pronti a lanciare corde o intervenire. E poi c’è l’‘eskimo’, la manovra che permette di raddrizzare la canoa quando ci si ribalta. Prima cosa da sapere prima di imbracciare la pagaia. “È una attività entusiasmante e si fa in tutta sicurezza ma certamente una quota di rischio c’è, bisogna conoscere i propri limiti e non superarli.”
Se i fiumi richiedono adrenalina e tecnica, il lago di Ridracoli offre un’altra forma di avventura. Le escursioni in canoa sul lago della diga sono una tradizione che va avanti dal 2008. Si svolgono da maggio a settembre e sono organizzate dall’associazione sportiva dilettantistica Outdoor Romagna nell’ambito delle attività di promozione turistica della diga gestite dalla cooperativa Atlantide.
“Sono attività pensate apposta per permettere a tutti di godersi il momento,” spiega Enrico Volpe, tra i fondatori e presidente di Outdoor. I numeri raccontano quanto questa esperienza sia diventata popolare: ogni stagione partecipano tra le 3.000 e le 3.500 persone. “L’età conta poco. In canoa con noi sono saliti bambini di pochi mesi e persone di 90 anni. E non sono mancati neppure cani e gatti.”
Tra le proposte più amate c’è la classica escursione di due ore, disponibile anche nella versione al tramonto e in quella notturna, per osservare il cielo stellato direttamente dall’acqua. Poi ci sono le formule più immersive, che uniscono canoa e trekking. Percorsi che portano dentro la foresta della Lama, con possibilità di pernottamento e bivacco nel borgo della Seghettina. “Tutte le attività sono guidate. Prima di salire in canoa facciamo sempre dimostrazioni di sicurezza.”
Il ‘Triathlon delle Foreste’ invece è un itinerario ad anello che combina canoa, trekking ed e-bike lungo la pista forestale del Parco delle Foreste Casentinesi. È considerata una delle più belle d’Italia, con tappe a Casanova dell’Alpe e al Passo del Vinco.
È un modo completamente diverso di vivere la canoa: meno legato all’adrenalina e più all’esplorazione. Ma il risultato finale resta lo stesso un tuffo nelle bellezze del nostro territorio.


















