Azienda agricola Spreta: mirtilli di Romagna

di Chiara Bissi, foto Massimo Fiorentini
I piccoli Frutti sono l’Orgoglio Dell’Azienda
Dove non ti aspetti si possono trovare, a pochi passi dalla città, produzioni agricole e nicchie di prodotto, che rispettano la natura e incontrano il gusto.

Un esempio è l’azienda agricola Spreta che all’attività tradizionale di famiglia, legata alle produzioni di seminativi, lungo via Dismano, ha avviato una produzione di mirtilli. Frutto dalle importanti proprietà, ricco di sostanze antiossidanti, ritenuto dai nutrizionisti e dalla medicina un alleato nella cura della vista e della funzionalità del microcircolo sanguigno.

Amato dagli sportivi, super versatile in pasticceria e in cucina, il mirtillo non cresce solo nei boschi o in posizioni ombreggiate. Ma ama il terreno acido e umido. Caratteristiche non proprio comuni nella cosiddetta larga ravennate. Tuttavia, questo non ha fermato Alessandro Bustacchini, 41 anni, affiancato dal cugino Lorenzo Dradi e dallo zio Gabriele

“Ci occupiamo di colture da seme, grano, girasoli e mais. Qualche anno fa abbiamo demolito una vigna dietro a un capannone e così è cominciata la ricerca di una coltura adatta. Nel 2021 abbiamo iniziato a coltivare mirtilli non in terreno, ma in vaso con torba adatta. Il mirtillo richiede ore di freddo per svilupparsi ed è molto diffuso in contesti come Piemonte e nel Veronese. Abbiamo 800 piante di due varietà in 3.000 mq di impianto.” 

La cura si concentra nella composizione del terreno di cui viene rilevato costantemente il pH e nell’irrigazione che può avvenire anche otto volte al giorno per brevi intervalli. L’arbusto tende ad alzarsi, ma per la coltivazione va tenuto più basso in impianti che mediamente durano 8-10 anni.

I mirtilli italiani non si possono trattare, l’unico prodotto che usiamo è presente nella linea bio. Nel nostro areale al momento non sono attaccati da malattie e insetti. In più api e bombi nel periodo di fioritura ci aiutano ad aumentare l’impollinazione; di diserbo non se ne fa se non a mano, così come la raccolta. Nel Ravennate siamo stati i primi, altri stanno entrando nella produzione e hanno sfruttato la nostra esperienza e imparato dai nostri errori.” 

L’agricoltura moderna è fatta di innovazione, tecnica e capacità di adattare i sistemi produttivi, ma gli uomini e le donne che la praticano conservano la concretezza e la capacità di resistere di sempre. Allora anche una porzione di paesaggio, uno scorcio può cambiare, plasmato dallo spirito di iniziativa di chi trova sempre una soluzione. Nonostante le difficoltà emerse con gli effetti dei cambiamenti climatici o quelle di carattere economico che segnano il settore, in termine di mercato, costi e rese. Nel mese di giugno si concentra in poche settimane la raccolta a mano per il consumo del prodotto fresco, non destinato alla trasformazione alimentare. Perché selezionato con criteri di qualità. Nel caso dell’azienda agricola Spreta le bacche raccolte sono destinate alla vendita al dettaglio e vengono affidate a una grande azienda cesenate del settore che commercializza il prodotto nella grande distribuzione.

“Sono un ingegnere a indirizzo architettonico,” racconta Bustacchini. “Da agosto 2012 mi sono licenziato per dedicarmi all’azienda che era di mia mamma e mio zio. Ho deciso di cambiare di vita, ho lasciato lo studio di Bologna dove lavoravo a causa della crisi immobiliare. La formazione di ingegnere mi aiuta ad affrontare il lavoro in maniera pragmatica e meno filosofica rispetto a mio nonno. Occorre calcolare l’ammortamento dei mezzi, gli acquisti e il tempo.

Non si può fare agricoltura se non si fanno i conti beni. Ci sono i costi esorbitanti di concimi e gasolio, la burocrazia, le certificazioni e l’aggiornamento. È necessaria un’ampia conoscenza giuridica ed economica, l’ambito agronomico sembra meno importante, è diventata una questione imprenditoriale. E se i conti non tornano ci saranno sempre meno generazioni di agricoltori.” Bustacchini guarda con apprensione le dinamiche economiche sempre più distorte che portano ad aver in Italia una quantità di grano importato pari al 65%. Un prodotto proveniente da Paesi che non hanno i nostri standard sanitari. Mentre la coltivazione del grano locale subisce forti vincoli e limitazioni. Allora diventa ancora più importante sostenere chi investe e sceglie di innovare. 

Per assaggiare i mirtilli dell’azienda agricola Spreta si deve raggiungere l’azienda in giugno o sperare di trovarli su banchi della grande distribuzione. Per far conoscere e amare il prodotto, Bustacchini sulla pagina Instagram dell’azienda, oltre a documentare le attività prevalenti legate alle colture di cereali, ha deciso di inserire mille modi per apprezzare le prelibate bacche nere in cucina: dal risotto, alle insalate con il ribes, alle salse per le carni, fino a golose crostate, gelati, muffin, barrette, mousse, liquori e cocktail dissetanti con un prodotto nato qui, sulla antica via Dismano, a pochi passi dalla città che, Bustacchini ricorda, “più naturale di così non si può.”

Azienda agricola Spreta: mirtilli di Romagna
In apertura, da sinistra, Alessandro Bustacchini e Lorenzo Dradi, titolari dell’azienda agricola Spreta. Qui sopra, la coltivazione di mirtilli.
Pubblicato su Ravenna IN Magazine 03/26, chiuso per la stampa il 28/07/2026

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