Oggi il cinema e la tv (ri)scoprono invece Rimini e la sua provincia perlopiù per il loro portato scintillante, vacanziero, da cartolina.
Lo si è visto con la miniserie tv La ricetta della felicità (Rai Fiction), tra le opere sostenute dall’Emilia-Romagna Film Commission. Diretta da Giacomo Campiotti, con Cristiana Capotondi, lo scorso autunno su Rai 1 ha registrato una media di otto milioni di spettatori (18% di share). Riprese della spiaggia col drone, la Ruota come segno identificativo. Momenti notturni al faro lampeggiante. E poi Riccione, con le stradine interne. Anche così ha preso vita la località immaginaria (Marina di Romagna) in cui è ambientata la miniserie. Un ‘impasto’ che ha incluso anche Cervia, Cesenatico e i lidi ravennati.
Sul fronte cinema, è il film La vita da grandi – esordio alla regia di Greta Scarano, premiata a inizio anno con l’European Young Audience Award – a portarci sulla scena di un mare d’inverno freddo ma assolato e poetico, nel finale della storia ispirata alla vicenda reale dei fratelli riminesi Margherita e Damiano Tercon interpretati da Matilda De Angelis e Yuri Tuci. In sala nel 2025, anche Il rapimento di Arabella di Carolina Cavalli, Premio Orizzonti all’82a Mostra del Cinema di Venezia. Girato tra il Veneto e la Romagna, ha toccato anche Rimini e Misano Adriatico.
“Rimini è una città cinematografica. Non solo la città, anche i suoi abitanti hanno una sensibilità spiccata per ogni genere di set, che sia televisivo o cinematografico. Qua c’è qualcosa che non si trova altrove: un interesse genuino,” afferma Filippo Cesari, riminese che lavora nel settore da oltre vent’anni ricoprendo vari ruoli, sia produttivi che come regista e sceneggiatore. Dopo avere fatto la spola tra Roma e Milano, è tornato da alcuni anni nella sua città natale.
Lo abbiamo trovato nei mesi scorsi in veste di location manager sul set di Cagnaz, la serie tv (produzione Garbo e Rai 2) sceneggiata da Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi, regia di Alessandro Roia, ambientata completamente a Rimini e dintorni. Girata lo scorso autunno con set alla darsena e in altri luoghi della città e con sconfinamenti anche a Riccione e San Giovanni in Marignano, andrà in onda prossimamente su Rai 2 mentre si attendono novità sulle riprese, nei prossimi mesi, della seconda stagione.
Rimini, del resto, si è rivelata set ideale con il suo mare e la sua vasta spiaggia anche per Zvanì, il film diretto da Giuseppe Piccioni su Giovanni Pascoli le cui riprese in Romagna hanno coinvolto prevalentemente la ‘pascoliana’ Villa Torlonia a San Mauro Pascoli. Con una puntata, però, anche nella vicina Santarcangelo di Romagna dove le grotte storiche hanno fornito l’ambientazione per la scena dell’uscita dal carcere del giovane Pascoli.
“Quando c’è un set a Rimini,” spiega Filippo Cesari, “è un po’ come se arrivasse il circo. È nella natura del riminese avere come un’anima infantile, in senso buono.” E in generale, il discorso si allarga all’intera provincia. “In questo territorio trovi tutto: il mare, la collina e la montagna, l’hospitality, la Fiera: puoi fare quello che vuoi, siamo in una Cinecittà naturale. Le potenzialità per diventare punto di riferimento per il comparto cinema in questo momento ci sono tutte.”
Le attenzioni da parte delle case di produzione non mancano. Una importante nuova serie tv, di produzione internazionale, sarà girata a Rimini l’estate prossima. In tanti attendono l’ufficialità. Anche perché gli studi parlano di ricadute importanti per il territorio: la media nazionale è di 3,5 euro per ogni euro speso, ma in Emilia-Romagna investimenti per oltre un milione di euro hanno ricadute per 6 milioni.



















