Davide Milandri: vittoria su ruote

di Massimo Montanari, foto Massimo Fiorentini
Davide Milandri racconta i 75 anni di nuova Rinascita
Il nome è importante, l’eredità pesante. La storia dello sport ravennate è stata scandita anche dalla Rinascita: proprio quest’anno cadono i 75 anni dalla sua fondazione. È stata soprattutto ed è tuttora una realtà del ciclismo cittadino, l’unica rimasta, ma è stata anche una polisportiva che al suo interno ha proseguito la tradizione della pratica del pattinaggio corsa, avviata dalla Spem, la società polisportiva nata nel 1962 su iniziativa di alcuni lavoratori dell’allora Anic, contribuendo alla sua diffusione.

Davide Milandri, istruttore e oggi anche presidente della Nuova Rinascita, racconta la disciplina di questo sport a Ravenne.

In questa disciplina sono fioriti autentici talenti, a cominciare da Valentina Belloni, dominatrice per svariati anni in Italia, in Europa e nel mondo, da oltre un decennio Ct della nazionale olandese. “Fuoriclasse così ne nascono uno ogni svariate decine di anni,” ricorda Davide Milandri.

“Le dicevi una cosa, la recepiva immediatamente. Talento fulgido fin da bambina.” Ma a riempire la bacheca della Rinascita Pattinaggio hanno contribuito anche Alessandro Gherardi e Giada Santucci, Letizia Bellini e Matteo Casadei e Benedetta Rossini, da diversi anni tesserata per lo Skating Club Rovigo, nipote e figlia d’arte.

Disciplina di famiglia: il racconto di Davide Milandri

Suo nonno, il compianto Ezio, è stato allenatore di Valentina e coach totem della Rinascita, suo papà Stefano è uno dei cinque tecnici in forza oggi alla Nuova Rinascita, nata una decina d’anni fa da una costola del vecchio club, che un da due anni ha chiuso i battenti. Gli altri tecnici, “tutti volontari” ci tiene a far sapere Davide Milandri, sono Francesco Rossini (nipote di Stefano), Andrea Bartolucci, Lucia Zazzarini e Riccardo Falduto, al servizio di un’ottantina di tesserati, dai 5 ai 50 anni, con una ventina di agonisti. 

“Il nostro obiettivo principale è la promozione di questo sport,” chiarisce Davide Milandri, “e la valorizzazione dei suoi aspetti educativi e aggregativi. Per noi è decisamente più importante il divertimento del bambino o del ragazzo, più delle vittorie.”

Che pure non sono mancate e non mancano tuttora. “Siamo la seconda squadra per titoli vinti in Emilia-Romagna l’anno scorso,” ricorda con soddisfazione, “un risultato confermato ad aprile a Forlì ai campionati regionali su pista, dove abbiamo vinto complessivamente 18 medaglie, e ripetuto a Imola ai campionati su strada.”

Il centro sportivo

La loro palestra è il centro sportivo Zangaglia a Casal Borsetti, fresco di ristrutturazione e di riapertura dopo l’avvento di una nuova gestione, e la pista di pattinaggio interna al parco Strocchi in via Vicoli, dove si allenano il martedì e il giovedì pomeriggio.

“Una bella pista, nulla da dire ma condivisa con altre realtà,” fa notare il presidente, “e priva di un bagno e di un ambiente dove poter lasciare l’attrezzatura. Un bell’impianto ma un po’ monco, che sta palesando qualche problema di usura, tanto che avrebbe bisogno di un po’ di manutenzione almeno ordinaria.” 

Il ritmo degli allenamenti in queste settimane si è intensificato: alle porte bussano, infatti, gli appuntamenti clou del 2022. I campionati italiani su strada a Cassano d’Adda dall’8 all’11 giugno e quelli su pista a Bellusco dal 20 al 23 luglio.

Poi il campionato italiano di maratona a Cardano al campo (Varese) il 24 luglio. Per quanto riguarda Giovanissimi ed Esordienti il Trofeo Tiezzi in programma Cremona dal 17 al 19 giugno. A questi si aggiungono numerosi trofei di livello nazionale. 

“Il calendario della Federazione (Ndr, la Fisr, che regola tutti gli sport rotellistici) prevede ogni anno tante gare in giro per l’Italia,” conclude Davide Milandri.

Davide Milandri: vittoria su ruote – Ravenna IN Magazine 02/22
Nuova Rinascita è la seconda squadra per titoli vinti in Emilia-Romagna l’anno scorso, un risultato confermato ad aprile a Forlì ai campionati regionali su pista, e ripetuto a Imola.
“Servono soldi, tempo e passione. Il nostro è uno sport povero per gente ricca. Per un atleta competitivo e di livello servono 930 euro solo per un paio di scarpini e di pattini e per le rotelle, che hanno tempi di consumo molto rapidi, ci vogliono almeno 130 euro. Difficile trovare tante famiglie disposte a portare avanti spese di questo tipo anche considerando che il nostro continua a essere uno sport dove le gratificazioni economiche sono davvero minime.”

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