Progetto Crinale

di Dolores Carnemolla, foto Stefano Prati
Un luogo in collina tra musica, creatività, territorio e condivisione
Sulle colline romagnole, sopra Brisighella, è nato un centro artistico e culturale: si chiama Crinale, un casolare ristrutturato nel cuore della Romagna-Toscana, fra le province di Forlì-Cesena e Ravenna, convertito in uno spazio d’arte e accoglienza. In questo luogo antico e al tempo stesso innovativo è stato dato inizio a un processo creativo nel segno della musica e dell’incontro fra persone. Un progetto sostenuto dall’Emilia-Romagna Music Commission, realizzato da Strade Blu Festival, in collaborazione con altre realtà musicali e culturali del territorio: lo studio di registrazione L’Amor Mio Non Muore di Carpena, l’azienda agricola Borgo Fregnano, la rivista Gagarin Orbite Culturali. L’idea dei suoi fondatori è stata quella di far nascere uno spazio residenziale creativo e insieme uno studio di registrazione musicale.

Nel Crinale vengono ospitati anche seminari, corsi, residenze d’artista, incontri, eventi in natura e laboratori per tutti. Uno spazio appartato e a contatto con la natura, un punto di forza al servizio della produzione, della creatività. “Veniamo da alcuni mesi di lavoro che hanno fatto da preludio a questo avvio pubblico delle attività del Crinale,” racconta Antonio Gramentieri, direttore artistico.

Partiamo dal nome, perché lo avete scelto?

“Il crinale indica uno spartiacque, un punto di limite fra versanti diversi. Noi abbiamo messo le radici su un crinale geografico, al confine fra due province e due regioni, esattamente sul punto della collina in cui girando lo sguardo riesci ancora a cogliere tutte le direzioni possibili. Siamo su un crinale stilistico: affrontiamo il creare musica con un metodo antico, fatto di strumenti fisici e compresenza, tuttavia consapevoli del moderno. Siamo sul crinale fra due epoche, il prima e dopo questi anni che cambieranno per sempre il modo di rapportarsi alle arti e alle persone. C’è il senso di confine, quindi, ma anche il radicamento alla terra. Alla nostra terra.”

Come vi è venuto in mente di realizzare uno studio di registrazione tra le colline?

“Le colline sono casa nostra. La natura periferica di questa esperienza per noi non è una scelta esotica ma il senso stesso della nostra appartenenza. Crediamo nella periferia, crediamo che l’arte possa nascere e fiorire anche senza cedere sempre alla spinta centripeta verso la città. In un periodo così chiassoso, di comunicazione così violenta, di rapporti così difficili, rimettersi in gioco all’interno di una natura molto potente ha un grande valore simbolico. Fare arte, e condividerla, è una necessità vecchia come l’uomo. Creare un luogo sospeso dove recuperare questa necessità e tutto il suo peso rituale è la risposta meno polemica e più politica che avevamo a disposizione, di fronte a questi anni balordi. La nostra polis è questa. Questo il nostro modo di stare al mondo, quello a cui crediamo.”

Progetto Crinale - Forlì IN Magazine 01/22
II casolare ristrutturato e convertito nel centro artistico e culturale Crinale.
Progetto Crinale - Forlì IN Magazine 01/22
Progetto Crinale - Forlì-Cesena IN Magazine 01/22
Quali progetti vedranno la luce in primavera?
“Crinale non è uno studio di registrazione in senso classico ma più un luogo di produzione culturale, senza confini. Ospitiamo prevalentemente produzioni musicali, perché questa è la nostra materia prima e la nostra storia. Ma abbiamo anche ospiti che lavorano sulla danza, teatro, laboratori artistici per bambini, residenze di artista. Con la primavera vogliamo anche partire con piccoli appuntamenti dal vivo, all’interno dello studio, dove un artista parli di un suo lavoro, lo racconti sia con le parole che performandolo. Raccontare il fare arte dentro un laboratorio artistico e farlo per un pubblico. Certamente non siamo nel periodo migliore per fare programmazioni a lunga scadenza, ma quella della performance per un pubblico è una dimensione che vogliamo coltivare.”

Il progetto Crinale lega il territorio alla musica, alla creatività… e a cos’altro?

“Crinale lega inscindibilmente il fare arte alle persone, fisiche, in compresenza, e questo è il senso prima e ultimo di questo progetto. Certamente portiamo il nostro particolare vissuto in questa esperienza, e lo facciamo fornendo uno sguardo, con una visione. Un’idea sui suoni, sugli strumenti, sullo stare insieme, in ultima analisi sul ruolo della bellezza nella vita e nella creazione artistica. Per noi farlo sul nostro territorio ha anche il senso di riportare a casa, e mettere a disposizione di altri, le esperienze che abbiamo raccolto in questi lustri in giro per il mondo. È il modo di chiudere un cerchio allargandolo, aprendolo a nuovi sviluppi.”

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