E in effetti l’intero percorso di Caterina Bissoni, ingegnere gestionale, imprenditrice forlivese e Ceo di Up Factor sembra confermarlo.
Con una formazione internazionale consolidata alla Business School dell’Imperial College London e oltre dieci anni di esperienza nella consulenza strategica e nella finanza agevolata, Caterina ha costruito una carriera dedicata alla trasformazione delle idee in imprese sostenibili e prodotti industriali pronti per il mercato. Ha supportato oltre un migliaio di startup e Pmi a livello europeo. Contribuendo all’ottenimento di decine di milioni di euro in finanziamenti tra grant (fondi perduti) ed equity (capitale a rischio). E affiancando founder e manager nei percorsi di crescita e go-to-market.
Tra i numerosi progetti a cui ha contribuito, Caterina Bissoni cita con particolare orgoglio E-one, la prima cassetta postale intelligente al mondo con aperture digitali e interattive. Poi My Dial, un sistema portatile per emodialisi, progettato per ridurre i costi del trattamento e favorire la deospedalizzazione. Anche Gelamino, il primo gelato funzionale, arricchito con aminoacidi essenziali, per supporto nutrizionale e recupero muscolare. “In ognuno di questi progetti,” racconta, “ho lasciato un pezzetto di me.”
Questa capacità di saper guardare ‘più in là’ l’ha accompagnata fin dagli anni universitari. In quegli anni, studiando Ingegneria gestionale a Bologna, ha scoperto un forte interesse per la meccanica, per gli impianti e per le dinamiche della produzione. Dopo la laurea, ha deciso di completare l’ultimo anno degli studi magistrali a Londra, presso la Business School dell’Imperial College. Un ambiente interamente proiettato verso l’innovazione, l’imprenditorialità e la brevettabilità.
Successivamente, grazie a un percorso professionale che l’ha vista prima partner e Coo di Bluegreen Strategy e poi Ceo di Bluegreen OU, Caterina Bissoni ha affiancato per oltre un decennio startup e Pmi innovative nel loro sviluppo. Contribuendo alla nascita e alla crescita di numerose realtà imprenditoriali in Europa. Ha partecipato a un progetto, parte del Fiware Accelerator Programme della Commissione Europea, analizzando e selezionando startup ad alto potenziale e supportando il lavoro dei principali acceleratori europei.
Oggi Caterina Bissoni è Ceo di UP Factor, realtà che si occupa di consulenza strategica per lo sviluppo di prodotti innovativi. “Si tratta di un’attività che non si limita alla semplice ricerca di fondi o alla valutazione tecnica di un’idea. Ma che abbraccia tutte le fasi del ciclo di vita dell’innovazione. Dalla fattibilità alla brevettazione, dall’ingegnerizzazione alla ricerca di finanziamenti, fino all’ingresso sul mercato. Lavoro con un network ampio e strutturato di ingegneri, esperti normativi, professionisti del marketing e specialisti in proprietà intellettuale. Siamo un team integrato,” spiega. “Seguiamo le startup e le Pmi passo dopo passo, trasformando le loro idee in imprese solide e competitive.”
Il suo ruolo è trasformare intuizioni con potenziale in prodotti industrializzabili e vendibili. Aiutando soprattutto quelle startup che hanno una forte competenza tecnica ma faticano nella parte business o strategica. “Avere un’idea è facile. Realizzarla è complesso,” sottolinea. Da questa attività è nata anche Sciuga, società con sede a Cesena, di cui Caterina è Ceo e socia. Con Sciuga ha sviluppato Uppy, un asciuga-biancheria a scomparsa. Che esternamente sembra un quadro ma che, aperto, rivela una struttura capace di asciugare fino a venti chili di bucato.
“Abbiamo preso un’idea e l’abbiamo trasformata in un prodotto vero, commercializzabile, con un’identità tutta nostra.” Oggi Caterina vive a Forlì, dove ha sede anche la sua attività di consulenza. La sua missione è chiara: aiutare le aziende a comprendere se, quando e come un’idea possa diventare un prodotto industriale di successo.


















