Giornalista, reporter, regista, ma Nevio Casadio si definisce un cacciatore di storie. E quella raccontata nel libro citato è davvero un intreccio di storie e di luoghi che affascina il lettore, anche perché, a sorpresa, si imbatte in luoghi, personaggi, situazioni insolite.
Le stanze dei giardini segreti è il racconto di un professore universitario che trasforma il vecchio mulino dove è nato in un rifugio di storie, nomi perduti, poesie, fotografie che custodiscono pensieri ed emozioni. Un racconto che prende vita tra il Montefeltro, la pianura romagnola e luoghi lontani come Russia, Honduras, Parigi e Ohio.
Difficile definire la tipologia del romanzo che si arricchisce continuamente di storie, eventi e strani personaggi che, vivendo tra mistero e memoria, reale e onirico, inquadrano la vita in un’atmosfera poetica e metafisica che conquista il lettore e lo attrae nel tentativo di farlo diventare attore, quasi protagonista in uno dei tanti ruoli, dei tanti personaggi.
Quella di Nevio Casadio è una vita professionale molto attiva, che spazia da scrittore a regista, ad autore televisivo. “Ho scelto di fare il giornalista per la passione per la carta stampata, il desiderio di approfondire attraverso la narrazione. Che poi il narrare si può fare attraverso la scrittura ma anche con le immagini: ecco come nasce l’amore anche per la televisione.” Nel tempo ha collaborato con diversi quotidiani e settimanali come La Repubblica, Oggi, Il Mattino.
“In Rai sono stato allievo di Sergio Zavoli con il quale ho collaborato in numerose inchieste,” ricorda. Il suo giornalismo l’ha impegnato anche in approfondimenti come Speciale Tg1,La storia siamo noi, diretta da Giovanni Minoli; da Tv7 a C’era una volta, da Frontiere a Piazzale degli Eroi. Il suo lavoro l’ha portato non solo in luoghi italiani ma anche nel mondo: dai Balcani all’India, dall’Europa alla Russia.
Nel 2007 Enzo Biagi, al suo rientro in Rai, lo ha chiamato a far parte della nuova trasmissione RT/Rotocalco Televisivo di Rai 3, in qualità di coautore e di inviato speciale del programma per il quale ha firmato numerosi reportage, prevalentemente dedicati alle vittime di incidenti sul lavoro. Nel contesto del centenario della nascita di Indro Montanelli ha firmato per Rai Sat, diretta da Carlo Freccero, il programma televisivo di otto puntate Montanelli tv.
“Per la Rai ho firmato centinaia di lavori tra inchieste, reportage, docufilm,” prosegue Casadio. “Gli ultimi, in ordine di tempo, furono dedicati a Tonino Guerra come L’Ulisse di Campagna. Guerra è stato per me un grande amico. Per lui ho realizzato il documentario sui suoi novant’anni. Insieme dovevamo lavorare sull’argomento che, dopo alcuni anni dalla sua scomparsa, è poi diventato Le stanze dei giardini segreti.” Il giornalista ricorda anche gli argomenti dedicati agli esuli istriani Italiani per Scelta. 7 storie istriane e al salvataggio di famiglie di ebrei nel corso dell’ultima guerra da parte della comunità di un intero paese del ravennate come Cotignola, il paese dei giusti.
Davvero tanti i problemi affrontati, in luoghi sempre diversi come N.U. Piovono fiori su Napoli e Scampia, dove descriveva una realtà emergente che conteneva anche un segno di speranza. Nevio confessa anche che presto tornerà a parlare di Scampia: “Sto preparando un progetto realizzato in parte qualche anno fa, quando andai a Scampia per intervistare i giovani a proposito della legalità. Un lavoro molto importante e di grande successo. Vorrei tornare lì per raccontare la realtà di oggi.”
Racconta poi con orgoglio il suo rapporto lavorativo e di amicizia con grandi registi come Pupo Avati, Michelangelo Antonioni, Federico Fellini. “Nevio Casadio è prima di tutto un narratore,” affermava Sergio Zavoli. “Narratore per immagini, talché gli riesce bene anche la televisione. Ha la curiosità, professionale e civile, di un giornalista avvezzo a cogliere il cosiddetto aspetto umano.”
“Carissimo Nevio, (…) ho visto il tuo bellissimo film sul Polesine, che mi conferma sulla certezza del tuo talento,” scriveva Pupi Avati. Senza dimenticare, infine, i numerosi riconoscimenti ricevuti: tre volte il Premio Giornalistico Televisivo Ilaria Alpi, il Premio Guidarello per il giornalismo d’autore, Premio Amico Rom.

















