Alla guida della cooperativa Spiagge Ravenna, presidente nazionale di Fiba Confesercenti, Maurizio Rustignoli. Ravennate classe 1971, un imprenditore balneare di Punta Marina Terme. Sulle orme del padre ha una formazione da perito agrario, ma ha seguito l’esempio della madre, titolare di uno stabilimento balneare. “Sono nato in spiaggia, si può dire. Cresciuto al bagno Mare blu, poi nel 1994 insieme a mia sorella abbiamo preso uno stabilimento a Punta.”
D. Maurizio Rustignoli, come è cambiato il mestiere del bagnino?
R. “Un tempo lo si trovava in spiaggia con i pantaloni arrotolati e la canottiera e spesso, quello del bagnino, era un secondo lavoro, condotto insieme alla moglie. Poi è cambiato tutto: senza un sistema ricettivo forte alle spalle, il balneare è diventato il motore di attrazione dei lidi ravennati. Oggi serve preparazione, si pensi alla ristorazione sempre più curata. È un’attività che dà reddito a nuclei familiari o a gruppi di giovani.”
D. Che cosa ha fatto la differenza?
R. “Il nostro territorio è stato apripista per lo sport in spiaggia. Pallavolo e racchettoni nascono qui. Il divertimento in spiaggia, le belle feste, hanno visto la luce a Marina di Ravenna. Negli anni Novanta le aperture serali condivise erano un sogno. Si viveva un senso di libertà e un contatto con la natura unici. Poi certo, tutto è degenerato. Sono stati bravi gli imprenditori a creare un modello sulla base di un turismo pendolare, anche perché il sistema ha creato le condizioni per farlo.”
D. Perché ha deciso di assumere un ruolo di rappresentanza?
R. “Volevo dare un contributo al nostro sistema, sono entrato nel consiglio di amministrazione della cooperativa stabilimenti balneari dopo pochi anni dalla fondazione. Mi è sempre piaciuto molto, vedo nella cooperativa un’organizzazione capace di trovare tutele per le piccole imprese e di portare le istanze della categoria.
Il percorso che mi ha dato tanto è stato quello di riuscire a unificare nel 2012, con la volontà di tutti, due cooperative. Coop Spiagge oggi rappresenta 208 bagni su 9 lidi e mi auguro sia di aiuto. Mi è stata data la possibilità di avere un ruolo all’interno di un’associazione di categoria e, grazie a Confesercenti, di poter affrontare una carriera sindacale, a livello comunale e regionale; poi sono stato candidato alla presidenza nazionale di Fiba Confesercenti 10 anni fa.
A ottobre 2025 sono stato confermato presidente per altri 4 anni. È un’esperienza interessante, anche se ora il comparto vive un momento drammatico, c’è tanta incertezza e difficoltà psicologica negli operatori.”
D. Come state vivendo il tema dell’applicazione della direttiva Bolkestein e di bandi per le concessioni balneari?
R. “Stiamo subendo una grande ingiustizia se rimane perimetrata come scritta oggi la legge. Avevamo ottenuto l’estensione delle concessioni al 2033, secondo un percorso lineare verso le evidenze pubbliche. Non stiamo chiedendo di non fare le gare, solo che ci venga riconosciuto il valore delle imprese per evitare espropri.
Il patto fiduciario con rinnovo automatico delle concessioni è scomparso, in cambio del vuoto. L’attuale concessionario è penalizzato. Chi sono i concorrenti? Entro giugno 2027 i Comuni devono pubblicare i bandi. La categoria è stremata. Non vogliamo rinvii ma il riconoscimento del valore del manufatto che abbiamo costruito.”
D. Come vede le spiagge ravennati oggi?
R. “Oggi sono orgoglioso delle nostre spiagge, le nostre aziende hanno dato lavoro a tante persone. La nostra organizzazione ha a disposizione un capannone alle Bassette per il ricovero di 90 torrette di salvataggio e assume 140 ragazzi. Abbiamo lavorato per essere di supporto al progetto sicurezza in spiaggia e in mare.
Tanto è stato fatto sul tema dell’abusivismo. Ora c’è l’erosione costiera, una grande questione con cui dobbiamo imparare a convivere. Abbiamo avviato un percorso con l’università di Ferrara. Negli ultimi anni è stato fatto troppo poco.”
D. Cosa può dire della clientela rispetto ai tempi passati?
R. “Il cliente chiede servizi diversi. Ciò che non è cambiato è l’importanza dei rapporti umani, la cordialità, l’accoglienza e i legami che rimangono nel tempo. Il nostro bacino si estende all’Emilia e alla Lombardia. Ci sono famiglie, clienti che vedi per 20 anni, poi scompaiono e ti ritrovi il figlio che a sua volta ha messo su famiglia e torna per far vivere a suo figlio la sua esperienza. La pulizia e l’organizzazione sono importanti ma la prima cosa sono i rapporti umani e il modo in cui ti poni. Se non c’è cordialità, educazione, rispetto, non si offre un buon servizio.”
D. Ricorda storie e incontri particolari?
R. “Sono tantissime le storie, ho imparato che chi viene nei nostri stabilimenti ha bisogno anche di una chiacchiera. Magari vedi arrivare presto al mattino un ragazzino che ha litigato con i genitori e in quel caso fare una battuta lo aiuta a rasserenarsi. Sei appagato dalle persone, è un contatto che arricchisce, perché da tutti si può imparare qualcosa.
Negli anni ho conosciuto tante persone di tutte le età, il mese di giugno era il mese dei nonni con i nipoti. Lo chiamavo ‘il mese della grande saggezza’. Nella nostra spiaggia il titolare di un’azienda e l’operaio hanno l’ombrellone vicino. Quanto al mito del ‘bagnino da spiaggia’, personalmente sottolineo che quando ho cominciato l’attività con ero già sposato…”
D. Che cosa c’è nel futuro di questo mestiere?
R. “Per me oggi è ancora il più bel mestiere del mondo, nonostante le incertezze. Continuo a consigliarlo e spero di continuare a farlo per qualche anno. Nonostante spesso si combatta con burrasche e mareggiate, al mattino quando vado in spiaggia e vedo che tutto è a posto sono soddisfatto.
A settembre ci si può godere finalmente l’alba con il sole che esce dal mare e noti persone che arrivano per vedere lo spettacolo. Anche nel periodo invernale, riesco a non passare al massimo per due giorni, poi mi manca l’aria. Chi vuole continuare a fare questo mestiere deve poterlo fare. Faremo tutto il possibile. Non siamo remissivi e non ci arrendiamo.”



















