Nella mitologia greca Anthea è una delle grazie, protettrice di giardini, vegetazione e fiori. A Rimini, dal 2008 è il nome della società in house del Comune e identifica i mezzi e le 123 persone che ogni giorno si prendono cura di oltre 2,8 milioni di mq di aree verdi pubbliche, arricchite da 47.230 alberi censiti uno ad uno in un portale pubblico.
In questi anni si sono aggiunti numerosi altri servizi: manutenzione degli oltre 800 km di strade, gestione ed efficientamento energetico del patrimonio immobiliare, lotta antiparassitaria, servizi cimiteriali e di recente anche la pubblica illuminazione. Tutto ciò ha prodotto 34,5 milioni di fatturato nel 2025, il record storico per Anthea. A guidarla operativamente, dal 2010, c’è il direttore generale Tommaso Morelli.
D. Morelli, quanto è cambiata l’azienda in questi anni?
R. “Il fatturato di Anthea è triplicato e questo rende l’idea generale. Poi si sono aggiunti altri Comuni che ci affidano i servizi: Santarcangelo, Bellaria e Morciano. Siamo cresciuti nei numeri e nelle competenze per stare al passo con un approccio al verde pubblico che è passato da ornamentale ad agente di trasformazione ambientale, economica e socioculturale. Dentro a questo ‘titolo’ c’è un mondo affascinante e sfidante.”
D. A fine 2025 lei ha presentato al consiglio comunale il ‘Piano del Verde’, una strategia per migliorare la qualità della vita dei cittadini pianificando e gestendo il patrimonio naturale. Su quali pilastri si fonda?
R. “Prendo a prestito una frase di Kongjian Yu, architetto paesaggista da poco scomparso: ‘Pensa come un Re, agisci come un contadino.’ Il Piano porta questo invito nella quotidianità delle azioni: davanti alla polarizzazione generata dal cambiamento climatico– da una parte i catastrofisti e dall’altra i negazionisti – serve equilibrio di pensiero e di azione.
Kongjian Yu la definiva la stagione in cui riparare ai danni causati in passato per guidare le azioni attuali. Il ‘Piano del Verde’ si adegua alla strategia europea per la biodiversità; a fine 2025 solo una decina su 106 capoluoghi provinciali italiani lo avevano redatto. La sensibilità del Sindaco Sadegholvaad e dell’Assessora Montini, dei presidenti succedutisi in questi anni con l’attuale Nadia Rossi, ha accelerato questo processo virtuoso che si integra con il Piano Urbanistico Generale.”
D. Stiamo parlando delle aree verdi pubbliche, ma altrettante sono private. C’è il rischio di agire a velocità diverse?
R. “L’ingaggio con i cittadini è basilare e per arrivare al Piano c’è stato il contributo di oltre mille persone. Fondamentale è l’interazione con la scuola: le nuove generazioni hanno consapevolezze nuove, i giovani sono i migliori ambasciatori di una nuova cultura ambientale. A breve avremo un ‘Regolamento del verde urbano’, in cui ci sarà la declinazione di questa condivisione di responsabilità.”
D. C’è un vantaggio anche economico in tutto questo?
R. “Abbiamo stimato che il valore economico derivante dagli apporti ecosistemici della Infrastruttura Verde vale a Rimini circa 18 milioni di euro l’anno. Se consideriamo l’investimento in manutenzione dell’Amministrazione, pari a 3 milioni di euro annui, significa moltiplicare per sei ogni euro speso.”
D. L’intelligenza artificiale ha già incontrato il verde?
R. “Certo, fra le opportunità ne segnalo una straordinaria: la creazione dei cosiddetti ‘gemelli digitali’, utili a studiare le reazioni ai cambiamenti e a monitorare le vulnerabilità, anticipando le criticità.
Sull’AI stiamo facendo formazione in Anthea e la stiamo introducendo anche per migliorare la gestione del ciclo delle segnalazioni dei cittadini. È l’evoluzione di una gestione del verde da tempo georeferenziata e informatizzata.”
D. Sta diffondendosi una strategia legata agli sfalci, con l’analisi delle reazioni a diverse frequenze di intervento. Cosa state studiando?
R. “In via Fada abbiamo suddiviso un’area verde in diversi settori e ognuno viene sfalciato con frequenze diverse. Grazie a una batteria di sensori rileviamo il brusìo degli insetti impollinatori, che a breve censiremo. Avremo risultati positivi, come altri territori in Italia e in Europa che stanno facendo queste analisi.
Ormai è evidente il vantaggio di regolare gli sfalci per la tutela della biodiversità. Siamo consapevoli del rischio che si associ l’erba alta a una manutenzione carente, e sarà quindi fondamentale agire con una comunicazione chiara e trasparente nelle aree dove sarà applicata questa azione.”
D. Con Anthea avete in gestione anche la manutenzione degli immobili pubblici, oltre 300 in totale, 214 solo a Rimini. Avete realizzato molti impianti per generare energia pulita?
R. “Abbiamo cominciato nel 2011, ora sono 15 gli impianti fotovoltaici installati e i risparmi energetici sono imponenti. Ci sono anche progetti di grande rilievo, penso alla scuola La Gabbianella, edificio ‘nZEB’ (nearly Zero Energy Building), che ha fatto scuola in Italia. La nostra stessa sede è una sorta di showroom della sostenibilità, invito tutti a vedere le soluzioni adottate e che la rendono un esempio esportabile. Su risparmio ed efficienza energetica stiamo producendo risultati importanti.”
D. In conclusione, qual è la sua opinione sui temi che incendiano il dibattito sull’impatto degli impianti?
R. “Personalmente mi considero un ambientalista convinto ed equilibrato. Siamo chiamati a una transizione verso un modello con minore impatto sull’ambiente e le rinnovabili sono utili a ciò. Non salveranno il mondo da sole, però in questo momento sono fondamentali in attesa che la scienza ci offra altre strade come la fissione nucleare o l’idrogeno.
Hanno un pregio, sono reversibili e un impianto eolico o agrivoltaico, certo impattante, potrà comunque essere dismesso in futuro. Bisogna mediare fra l’attualità, che ci consegna tensioni e crisi pesantissime, e le opportunità disponibili. Torno all’inizio della nostra chiacchierata: serve equilibrio, di pensiero e di azione.”




















