A raccontare come tutto è iniziato è Marco Montanari. Regista, attore e scenografo, e anche conduttore di laboratori teatrali per adolescenti nelle scuole del territorio. “Galla & Teo nasce nel 2002,” ricorda. “Dal desiderio di un gruppo di genitori di bambini delle scuole medie e superiori di continuare un laboratorio teatrale tenuto dalla professoressa Anna Bolognesi.
Da bambini siamo diventati ragazzi, e il gruppo rischiava di sfaldarsi quando la nostra insegnante è andata in pensione nel 2016. Così, l’allora presidente Sergio Sabatini ci ha chiesto se volevamo portare avanti il laboratorio per bambini, a loro volta cresciuti. Insieme a Silvia Rossetti, nuova presidentessa, abbiamo accettato la sfida. Oggi l’associazione continua a fare da incubatrice per bambini e adulti che vogliono fare teatro. Anche con la collaborazione di altre realtà ed associazioni culturali per il teatro che ruotano attorno a noi.”
Marco Montanari ha avuto modo di formarsi artisticamente anche attraverso i laboratori della Non Scuola del Teatro delle Albe, partecipando in seguito alla trilogia dantesca. Ed è proprio durante un laboratorio con Marco Martinelli ed Ermanna Montanari che incontra Camilla Berardi, Marco Saccomandi e Rendy Anoh. ‘Gente di teatro’ con esperienze sceniche diverse, con cui fonda nel 2020 la compagnia Spazio A. Un collettivo eterogeneo che fa del teatro uno strumento sociale e condiviso, capace di generare riflessione, confronto e comunità. Tra gli obiettivi vi è quello di occuparsi di produzioni e scenografie per andare in scena. “Ci piace l’idea di portare il teatro vicino alle persone, fuori dagli spazi tradizionali,” racconta Montanari.
“La prima esperienza è stata, in piena pandemia da Covid, con il progetto di performance urbana Poesie a domicilio. Poi abbiamo organizzato la rassegna teatrale Ra-dici alla Vecchia Pesa di Classe. Un luogo un po’ dimenticato, insieme agli amici di Classe Archeologia e Cultura, e, più di recente, A ca’. Atti scenici in luoghi privati che porta gli spettacoli fuori dai teatri, trasformando le abitazioni private in palcoscenici.”
Direttrice artistica è Camilla Berardi, ‘anima’ di Spazio A, che rivela qualcosa in più sull’ultimo lavoro teatrale della compagnia, Frisbee. Una storia d’amore che esplora il confine tra lavoro creativo e vita emotiva. Lo scorso aprile ha fatto il suo debutto in anteprima al Teatro Comunale di Russi.
“Racconta di un gruppo di teatranti e quindi utilizza un linguaggio meta-teatrale,” spiega. “In fondo parliamo di noi, utilizzando come metodo un punto di vista autobiografico e di auto-fiction. Mentre cerchiamo di portare in scena uno spettacolo grazie a un bando. All’improvviso il futuro ci piomba sulle spalle, travolgendo il nostro presente e ci mette di fronte alla crisi culturale e teatrale che è ancora più opprimente e desolante di quanto già stiamo vivendo.
Il lavoro è una grande metafora della nostra storia con il teatro, di noi giovani artisti che cerchiamo di mettere in gioco la nostra individualità e passione. Per noi il teatro è un atto d’amore e, quindi, evidente è il parallelismo tra fare teatro e stare in una relazione amorosa con tutte le conseguenze che ne possono derivare. Il titolo Frisbee evoca un gioco in cui c’è bisogno di qualcuno che prenda e rilanci. A volte il frisbee cade, a volte lo scambio permane, come capita in teatro e in amore. Questo spettacolo è un po’ il manifesto della nostra compagnia che pratica l’arte del noi, con la volontà di stare insieme, di unire le singole esperienze artistiche e di costruire una comunità attorno.”
E proprio per aprirsi agli altri, a un pubblico, Galla & Teo e Spazio A – insieme a Lady Godiva Teatro e Nerval Teatro con differenti poetiche – hanno promosso di recente una campagna di crowdfunding per riaprire il Teatro Zodiaco, in viale Enrico Mattei 28 a Ravenna, nell’ex Villaggio Anic.
“La nostra è una città che offre tanti stimoli e spunti dal punto di vista culturale e teatrale,” affermano Marco Montanari e Camilla Berardi. “C’è però più difficoltà a livello di spazi, soprattutto a causa della burocrazia. Il Teatro Zodiaco, di cui abbiamo la gestione, al momento può ospitare solo i laboratori per i soci, mentre manca l’agibilità per il pubblico spettacolo.
Avendo raccolto in due mesi oltre 16.000 euro (Ndr, ben oltre l’obiettivo dei 12.000 euro), grazie a 236 cittadini che hanno sostenuto l’iniziativa su Idea Ginger, ora siamo in grado di acquistare sedute modulari a norma. E un set base di luci led professionali, oltre che di eseguire lavoretti di manutenzione. L’idea è di riaprire in qualche occasione straordinaria già in autunno con delle piccole performance, per essere pronti nell’arco di uno o due anni con una offerta ‘off’, adatta a uno spazio multidisciplinare che spazia dal teatro danza alla prosa.”


















