Quel bambino era Mauro Vergimigli. Che non ha mai scordato il suo esordio così struggente accanto a suo padre, anche se la vita l’ha poi portato molto lontano, ad attraversare diversi paesaggi musicali. Fino ad approdare, dieci anni fa, alla direzione della Banda Musicale Cittadina di Ravenna.
Il suo percorso inizia con un diploma in clarinetto al Conservatorio Statale ‘L. Cherubini’ di Firenze, seguito da quello in sassofono al Conservatorio Statale ‘B. Maderna’ di Cesena. E poi, durante il servizio militare, dirige per la prima volta una banda, prima di inoltrarsi in altri scenari come quello della musica leggera, collaborando con artisti del calibro di Cristiano De André, Antonella Ruggiero e Andrea Mingardi. Dai palchi dei concerti passa quindi ai palcoscenici scintillanti delle televisioni. A Mediaset con Demo Morselli (Demo Band) e con Peppe Vessicchio partecipa a diversi programmi. Alla Rai con l’orchestra televisiva di Rai Uno realizza tre edizioni di Ballando con le Stelle e 24mila voci presentati da Milly Carlucci.
Anche se il mondo delle orchestre lo affascina, il suo obiettivo è da sempre un altro. Insegnare nelle scuole per trasmettere la sua passione alle nuove generazioni. Alla fine riesce a raggiungere il suo scopo, diventando insegnante di ruolo di sassofono e di clarinetto. Prima nelle scuole medie a indirizzo musicale, e poi nei licei artistici musicali di Forlì e di Ravenna, dove tuttora insegna.
“Amo molto insegnare ai ragazzi. All’inizio però mi mancava soprattutto come l’orchestra Big Band di Paolo Belli di Ballando con le Stelle affrontava qualsiasi brano. Perfino il più banale. Come veniva arrangiato da persone di altissimo livello per trasformarsi in un pezzo unico e perfetto. Ancora adesso mi nutro di quelle esperienze straordinarie,” confessa Mauro Vergimigli, senza alcuna nostalgia per il passato. Quelle esperienze gli sono poi servite quando, nel 2016, è stato chiamato a dirigere la banda di Ravenna. “Lo strumento a fiato ha infatti la sua collocazione più tradizionale nella banda. Basti pensare che spesso il primo clarinetto di teatri importanti proviene proprio dalla banda, come pure l’attuale direttrice del Ravenna Festival, Anna Leonardi, oboista.”
Formata da diversi elementi, il cui numero varia a seconda delle esibizioni – da una ventina a oltre una sessantina per il tradizionale Concerto di Natale al Teatro Alighieri – la Banda Musicale Cittadina di Ravenna, come del resto tutte le bande, riveste un ruolo fondamentale nel tessuto connettivo della città. “In un’epoca come questa, la banda svolge una funzione inclusiva e di integrazione importantissima. Coinvolge persone di etnie, età e livelli musicali diversi, un aspetto che sta molto a cuore alle amministrazioni comunali.”
Tradizione e innovazione si incontrano poi nel variegato repertorio introdotto da Mauro Vergimigli che mescola brani classici e moderni con accenni swing e jazz. Nuove sfumature sonore rese possibili dall’intervento di strumenti come il basso elettrico o il contrabbasso. Ma c’è una liturgia che porta a iniziare e a concludere un’esibizione con determinati brani? “Di solito iniziamo con una marcia e terminiamo con Romagna mia. Oppure con l’inno nazionale che suonammo anche in occasione della recente visita a Ravenna dei Reali d’Inghilterra,” precisa Mauro Vergimigli.
Nata nel 1797, nel 2027 la banda ripercorrerà i suoi 230 anni di storia con un libro, in preparazione, a cura di Michelangelo Chiaverano, fortemente voluto dal giovane e intraprendente presidente, Amedeo Zacchi. Tutta la tensione progettuale è però ora rivolta principalmente allo spettacolo che verrà rappresentato il 3 luglio al Teatro Alighieri, nel contesto della 37a Edizione di Ravenna Festival.
‘OperaPaese per Ravenna’ propone una formula originale introdotta alla fine degli anni Settanta dal compositore e direttore Giorgio Battistelli, creando sul palco una insolita sinergia tra i ‘rumori’ degli arnesi degli artigiani locali, i suoni e le voci. “In questa anteprima teatrale interverremo anche noi. È la prima volta che partecipiamo a un evento del genere. Anche se la banda viene inserita spesso nella trama delle opere come ‘Musica di palco’. Un suono in lontananza che man mano si avvicina per creare un’atmosfera più intensa.
Nel 2024 abbiamo infatti partecipato alla ‘Bohème’ di Puccini con la regia di Cristina Mazzavillani Muti, rappresentata a Ravenna, a Ferrara e a Rimini.” Mauro Vergimigli affronta con disinvoltura diversi generi musicali, pur conservando sempre un’anima rock e jazz. Non a caso il suo pezzo preferito è Peaches en Regalia di Frank Zappa, degli anni Settanta, che è molto orgoglioso di aver inserito nel repertorio. E anche questo è un modo per proiettare la banda in una dimensione futura.

















