Yvonne Baker: poetica lentezza

di Flavio Semprini, foto Sofia Barkova
Rallentare per creare meglio
Il suo stile artistico è il ‘Cottage’, un’estetica romantica che affonda le radici nell’arredamento e nell’architettura delle abitazioni rurali britanniche del XVIII e XIX secolo. Nato come filosofia per promuovere l’artigianato manuale contro la produzione industriale, questo stile oggi influenza profondamente l’illustrazione, il design tessile e la moda, puntando a creare un’atmosfera calda, accogliente e profondamente legata alla natura, alla lentezza, alla qualità della vita. 

Per Yvonne Baker, questa ‘scuola’ artistica si riflette nelle sue creazioni, nelle tele che dipinge e nei vestiti che confeziona. “Ma per me non è semplicemente aderire a uno stile: io sono proprio così,” dice.

Raccontiamo con ordine. Papà inglese e mamma romagnola, è nata a Rimini e abita a Cattolica. Accento romagnolo ma glamour assolutamente british, Yvonne Baker è un’artista che spazia soprattutto nei campi della pittura e della moda. 

D. Yvonne Baker, quando ha capito che l’arte sarebbe stata la sua strada nella vita? 

R. “L’ho sempre saputo, fin da piccola. Sono stata una bambina molto creativa. Crescendo mi sono diplomata all’Artistico Fellini di Riccione e poi ho frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Rimini, laureandomi in Fashion Design. La mia tesi finale verteva sul progetto che oggi è il mio lavoro: una linea artigianale completamente Made in Italy.

Pochi capi creati a mano con lentezza e un tocco ricercato in stile cottage inglese che io trovo molto originale e che mi rappresenta in toto. Ho iniziato subito dopo l’Università, senza fare stage e senza andare in aziende altrui. Mi sono buttata e sta andando bene. Nel frattempo, mentre studiavo, dipingevo quadri su commissione.”

D. Quindi, questo suo ‘mood’ o vena creativa riflette la sua personalità, non è una tecnica che applica e che potrebbe cambiare in futuro…

R. “No, è davvero quello che sento di essere: è il mio mondo. Molto fiabesco, se si vuole, ma è mio. Vale per i miei abiti, così come per i miei quadri.”

D. Lei condivide la sua arte incontrando altre donne attraverso workshop creativi: come le è venuta l’idea? Come sceglie le location? 

R. “Io le chiamo ‘sessioni di pittura’. Workshop è una parola che non interpreta al meglio quello che facciamo. L’idea mi è venuta cenando con delle amiche, a casa. Volevo condividere la mia esperienza di pittura e notai che loro erano interessate. Ho iniziato così. Poi sono arrivate altre ragazze da tutta la provincia e dalle Marche. Sono incontri di circa due ore.

Oltre a queste sessioni, propongo anche dei ritiri artistici che durano alcuni giorni e ai quali partecipano ragazze da città molto lontane: Milano, Torino, Brescia… vengono per staccare completamente dalla routine, recuperare lentezza e creare qualcosa di personale. La cosa bella è che fra noi sono nate delle connessioni profonde e ha preso vita una comunità di circa duecento donne. Il ritiro, poi, fa conoscere loro anche i nostri paesaggi, i nostri borghi. Come li scelgo? Osservo. E se un posto mi piace, cerco una struttura nei dintorni che ci possa ospitare.”

D. Perché il concetto di lentezza è così importante per lei? 

R. “Perché è un valore al quale tornare. Oggi è tutto veloce: fast-food, fast-fashion… dieci collezioni in una settimana e tutte omologate. Dove sono l’originalità e la cura del prodotto? Invece io sono per i ritmi lenti: fermarsi e creare qualcosa di unico, bello, singolare.”

D. Lentezza, creatività, qualità. Come applica questi concetti ai suoi vestiti? 

R. “Innanzitutto disegno i cartamodelli dei miei abiti a mano, come si faceva una volta. Già in Accademia ero l’unica a farlo. Usare il computer per realizzarli mi contrariava già allora. Così il processo è più lento ma molto più stimolante. I tessuti, che disegno io stessa, sono italiani: cotone, lino, seta… tutta la filiera appartiene al nostro Paese.

Poi, i miei abiti sono quasi tutti pezzi unici, al massimo ne realizzo due uguali. Ecco come concilio lentezza, creatività e qualità. Vendo tutto e solo online, compresi quadri. In questo ho preso da mio padre che fu tra i precursori delle vendite online in Italia, seppur in altri settori.”

D. Oggi quali sono i tuoi obiettivi? 

R. “Far riscoprire la lentezza come stile di vita. Far sì che la community si allarghi in modo da portare sempre più donne a vivere queste esperienze uniche. Proporre nel mio lavoro la cura dei dettagli, la qualità, l’originalità, il Made in Italy. Essere portavoce di quello che creo per farlo sapere a sempre più persone.”

Yvonne Baker: poetica lentezza
In apertura, un dietro le quinte della produzione della sua linea di moda. Qui sopra, Yvonne Baker indossa uno degli abiti della sua collezione artigianale. Qui sotto, una sessione di pittura organizzata da Yvonne Baker.
Yvonne Baker: poetica lentezza
Pubblicato su Rimini IN Magazine 02/26, chiuso per la stampa il 15/06/2026

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