Accanto ai già consolidati gruppi sportivi, fanno il loro grande ritorno i club del libro e spopolano gruppi e format creativi che propongono attività manuali, dalla pittura all’uncinetto. L’obiettivo? Incontrarsi dal vivo, dedicarsi del ‘tempo lento’, condividere hobby e coltivare una comunità di persone affini.
La lettura, spesso vissuta come un’attività solitaria, si è così trasformata in un’occasione di socialità grazie al club del libro Pagine Sorelle Book Club, associazione fondata da Ilaria Spadaccini. Spinta dalle amiche e dai seguaci del profilo Instagram dedicato alla divulgazione letteraria, Ilaria decide di portare la sua passione fuori dal mondo digitale. Partito con poche partecipanti nel salotto di casa, il gruppo di lettura è in breve tempo esploso grazie al passaparola. Trovando poi accoglienza presso la libreria Mondadori di Forlì ed espandendosi anche a Forlimpopoli e a Cesena.
“Il mio scopo è proporre un luogo di aggregazione concreto. Per incontrarci, fare cultura, tessere socialità e sorellanza,” racconta. La comunità di Pagine Sorelle oggi conta 150 associate, con decine di persone in lista d’attesa. Gli incontri, organizzati su più turni, sono per scelta limitati a 20 partecipanti per preservare l’intimità del dialogo. “Perché solo donne? Volevo fortemente combattere lo stereotipo tossico della ‘donna nemica delle donne’, che credo invece possano essere grandi alleate. Avevo bisogno di creare un luogo protetto, in cui potersi spogliare della propria vulnerabilità lontano dalla performance, e condividere liberamente l’esperienza personale della lettura.”
Con un pubblico che spazia dalle universitarie alle ottantenni – “come la nostra ‘associata numero 1’, che partecipa a qualunque evento!” – Pagine Sorelle ha aperto anche gruppi di lettura in inglese, francese, spagnolo e di recente tedesco (questi, estesi agli uomini). Non mancano poi diversi eventi paralleli, come il ‘silent reading’, aperitivi letterari, quiz e gite, incontri con autori e autrici, spesso esperienziali. “Come l’incontro a Castrocaro con la scrittrice Nicoletta Verna, che ci ha fatto da ‘Cicerone’ nei luoghi del suo libro.”
La partecipazione è gratuita, l’unico impegno richiesto è la continuità e, quando possibile, l’acquisto del libro nella libreria ospitante. “Ho ricevuto messaggi bellissimi, di persone che mi hanno scritto che nel gruppo hanno trovato delle amiche. Pagine Sorelle è stato un salvagente anche per chi si è trasferita qui e per anni non ha avuto un punto di riferimento. Il lavoro è tanto, ma il regalo più bello è sapere che nel nostro piccolo stiamo facendo una rivoluzione dal basso, gratuita e assolutamente necessaria.”
Quello di Pagine Sorelle non è un caso isolato. Accanto alle iniziative delle istituzioni pubbliche – come la Biblioteca Aurelio Saffi di Forlì con la rassegna Basta un libro per incontrarsi intorno a una storia – ci sono gruppi, librerie indipendenti. Ma anche bar che propongono attività.
A Cesena, ad esempio, troviamo il gruppo di lettura dell’associazione Libriamoci, che si riunisce il terzo sabato del mese presso la Biblioteca Malatestiana. E la Libreria Albizzi, che ha lanciato l’Albizzi Offline Club. Un’iniziativa pensata per spegnere lo smartphone e riscoprire il piacere del tempo condiviso tra lettura, scrittura, scacchi, disegno, pittura e lavori a maglia. A Forlì, l’Ozio Art Cafè, inaugurato la scorsa estate, unisce il momento della colazione o dell’aperitivo ad attività artistiche e laboratori.
In questo fermento creativo si inserisce anche il forlivese Cherry Club, un progetto che unisce laboratori artisti e workshop di artigianato. Oggi guidato da Alessia Brunelli e fondato tre anni fa insieme all’amica Francesca Costantini, Cherry Club muove i primi passi con uno ‘Swap Party’. Un evento dedicato al baratto di abiti, nel segno dell’economia circolare. Dal quel primo successo, il progetto si è evoluto per offrire altre attività creative.
“Volevamo portare a Forlì un’alternativa alla classica cena o all’aperitivo tra amici, colmando un vuoto avvertito soprattutto nella fascia d’età tra i 29 e i 40 anni, ispirandoci a format già collaudati in grandi città come Milano, Roma e Bologna,” spiega Alessia. In sinergia con i locali del territorio, il club ha dato vita a un calendario di appuntamenti diversificato in cui ‘mettere le mani in pasta’. Spaziando tra colazioni e serate dedicate alla pittura su tela, su vetro o sugli specchi, al ricamo, alla calligrafia fino al cake design e alla decorazione.
“Sono una persona creativa, ma non sono una ‘tuttofare’. Quindi per ampliare la proposta ho stretto delle collaborazioni con professioniste esterne e con attività locali. Come I Nani di Giada, il locale Raro e Red Velvet Bakery.” Le quote degli eventi coprono i materiali mantenendo prezzi accessibili. I gruppi sono ristretti (tra le 7 e le 15 persone) per seguire da vicino ogni partecipante. “L’obiettivo centrale è la ricerca del ‘tempo lento’, staccando la spina dallo stress quotidiano per dedicarsi ad attività manuali che non si è soliti o non si ha il tempo di fare.”
Il club diventa un’occasione di condivisione con amici e familiari, ma anche un modo per conoscere nuove persone. “È bello sapere che in questi workshop le persone si conoscono, che nascono relazioni e spesso anche collaborazioni professionali. Molte partecipanti si presentano in compagnia di familiari o partner, mentre altre colgono l’occasione per scoprire locali forlivesi che non conoscevano.”



















