Claudio Collerà, frisbee in stile libero

di Alberto Crescentin, foto Fabrizio Petrangeli
L’eterno ‘Clay’: UNA VITA TRA frIsbeE e AVVENTURA
Una vita a inseguire un dischetto colorato di plastica, a farlo roteare sulle dita, un’esistenza intera dedicata a quel frisbee che è decisamente qualcosa in più di uno sport o di un semplice passatempo.

Per Claudio Collerà, noto come ‘Clay’, 69 anni, natali a Monterotondo in provincia di Roma – ma a Rimini da sempre –, il frisbee è un vero e proprio stile di vita. “È soprattutto una sensazione di libertà,” sostiene Clay, che resiste infischiandosene di un’età che è la stessa del nuovo Pontefice. Il suo legame con il dischetto inizia casualmente nella seconda metà degli anni Settanta. 

“C’era una trasmissione su Raidue, Odeon – Tutto quanto fa spettacolo, che proponeva discipline particolari e in quell’occasione fecero appunto vedere il frisbee, sport già in auge negli Stati Uniti. Bene, rimasi letteralmente folgorato,” ammette Claudio Collerà che fino ad allora aveva praticato atletica, calcio e baseball. “Andai subito in un negozio sportivo e comprai dei frisbee professionali che avevano l’etichetta dell’Aif, l’Associazione italiana di questa nuova disciplina, con sede a Milano. Proprio in quei giorni mi ritrovai nel capoluogo lombardo e contattai il referente per saperne di più. Poi, da solo, cominciai a provare i primi rudimenti a Miramare, dove vivevo allora.”

Un paio d’anni e nel 1980 Clay sale in Belgio, a Namur, per prendere già parte ai campionati europei. La sua avventura internazionale è partita e niente potrà più fermarlo. “Nel 1981 mi sono ritrovato a Pasadena, in California, dove ho avuto il privilegio di gareggiare in finale davanti a 35mila persone. Se ci ripenso mi vengono i brividi anche adesso…” sospira Claudio Collerà che a quei tempi non poteva ancora cimentarsi nell’amato free-style, ma in altre specialità individuali in voga quegli anni, come la precisione, la distanza e altre ancora.

Nella sua Rimini, però, Clay si sente un po’ solo, non trova alleati. “C’era un po’ aria di smobilitazione, per fortuna ho incontrato un ragazzo americano, Evan David, che faceva il giro d’Europa in bici. Un ‘ragazzo’ che avrei casualmente reincontrato 40 anni dopo, alla cerimonia per l’ingresso nella ‘Hall of fame’. Incredibile.” E, sempre per caso, facendo un giro al porto, Collerà s’imbatte in due giovani che si lanciano il dischetto fra loro. Sono Gaiardoni e ‘Bibo’ Rosa, quest’ultimo sarà poi suo ‘sodale’ per tantissimo tempo. 

“Lì è ripartito veramente tutto,” racconta l’eterno Clay. “Abbiamo trasformato piazzale Boscovich in un angolo di California, lo stato americano che per noi era fonte d’ispirazione, con tanto di radiolona a sparare musica. Ricordo che sentivo i polmoni bruciare per tutto lo iodio che respiravo.”

E il giro, piano piano, si allarga. Arrivano altri ragazzi, il frisbee guadagna in popolarità e per Claudio Collerà è pure un tramite per incontrare la donna della sua vita. “Una ragazza portò un’amica da noi per provare questa disciplina e quell’amica, la ‘Lui’, è diventata poi mia moglie,” scava nella memoria Claudio, che vuole ricordare altri personaggi di quei tempi pionieristici. “Mauro Ugolini, Giuseppe Carpi…Ci stavamo espandendo, stavamo uscendo dalla nicchia,” osserva Collerà, che snocciola poi qualche numero attuale. “La Libera Società del Frisbee di Rimini può contare adesso su 270 iscritti. Ci alleniamo al ‘Neri’ e il nostro Eugenio Festa è il coach della nazionale di beach ultimate (specialità a squadre, ndr).”

Ma Collerà non vive nel passato. Assolutamente. Tanto che a cavallo tra luglio e agosto sarà impegnato ai mondiali di Toronto, in Canada, in quel free-style che l’ha visto conquistare ben 9 titoli europei e 3 titoli iridati nel corso di una lunghissima carriera. Carriera che è ancora lungi dal terminare. “Nel 2012, quando vinsi l’ultimo campionato mondiale, avevo pensato di smettere. Poi mi sono detto: ma perché? Mi diverto ancora troppo, il frisbee è parte della mia vita. E allora ho deciso di continuare,” semplifica tutto Clay, che non tralascia nulla per tenere in ordine telaio e motore. 

“Alterno allenamenti di frisbee, un’oretta a seduta per cinque giorni a settimana, pilates e aquagym,” dice. E che importa se ai prossimi mondiali, nel trio, i suoi due compagni, un reggiano e un vicentino, siano due trentenni o poco più. La stessa età che aveva Clay quando si esibì su Raidue in un programma della Carrà. “Andai in onda in diretta, tenni a bada l’emozione e non commisi errori.” Chi volesse (ri)vedere il giovane Claudio Collerà in azione dalla Raffaella nazionale può cercare il filmato su Youtube. Sono 5 minuti spesi bene.

Pubblicato su Rimini IN Magazine 02/25, chiuso per la stampa il 09/06/2025

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