Prima di Capo Nord, le esperienze precedenti di Giacomo Gambini, sempre in bici e sempre partendo da Pesaro, erano state verso Budapest e verso Santiago di Compostela. Esperienze che già gli avevano permesso di organizzare un ‘bagaglio essenziale’, oggi ancora più complesso.
L’idea iniziale del nostro eroe era stata quella di partire, la scorsa estate, verso Capo Nord e da lì arrivare in Cina. Poi però aveva deciso di suddividere il viaggio in due parti perché si era accorto, strada facendo, che doveva migliorare diverse cose del suo equipaggiamento e anche nella bici. E così, ‘zitto zitto’ come è nella sua natura, il 31 dicembre scorso è partito dal quartiere Muraglia a Pesaro per arrivare alla Muraglia cinese.
Con una tenacia invidiabile, pioggia, neve o ghiaccio non lo hanno mai fermato. Dopo la Bosnia è entrato nel Montenegro, Albania, Macedonia del Nord e Bulgaria. Ed è stato proprio durante il passaggio in Bulgaria che Giacomo ha pubblicato un divertentissimo video (potete seguirlo su Instagram come @prossimavolta) in cui si è preparato una Pizza Rossini (con uovo e maionese) sotto gli occhi più che stupiti e increduli dei residenti locali.
Centinaia di pesaresi lo stanno seguendo e lo spronano: diversi sono stati i momenti difficili e non solo per via delle condizioni meteorologiche. La guerra in Iran lo ha infatti costretto a modificare diverse volte il percorso e, purtroppo, è stato impossibilitato a renderlo ‘puro’. Ha infatti subìto qualche interruzione forzata del percorso a pedali – con treno e aereo per l’impossibilità di trovare strade compatibili con la bicicletta – ma ora il biker pesarese si sta avvicinando sempre di più a Pechino.
Ad oggi, infatti, il traguardo sta per essere raggiunto. Giacomo, dopo un brevissimo rientro in Kazakistan, un mese fa è arrivato in Cina. “Nonostante non fosse la prima volta che attraversavo un confine, questa volta è stato diverso. Forse perché la Cina rappresenta uno dei passaggi più importanti del viaggio. Forse perché dopo cinque mesi di strada inizio davvero a sentire che Pechino non è più solo un’idea lontana.”
Complicati i primi giorni in Cina, per la lingua, i controlli le abitudini. “Ho dovuto prendere le misure di un Paese enorme e non sempre semplice da capire al primo impatto. Però, piano piano, ho iniziato ad ambientarmi.” Paesaggi da sogno, ma anche chilometri e chilometri di tundre sconfinate, montagne, salite e discese, cammelli. “Posti che fino a poco tempo fa avevo letto solo nei libri, come Samarcanda ad esempio, e che invece mi sono ritrovato davanti agli occhi. Devo dire che ho sempre trovato persone molto ospitali: forse perché ero da solo e in bici. Ma spesso mi hanno accolto in qualche taverna, nelle case e ho potuto alternare un materasso più confortevole a quello della tenda.”
Spesso Giacomo si è fermato nei boschi, o in piccoli anfratti, e appena trovava un Wi-Fi pubblicava foto e aggiornamenti. Ma ora l’emozione cresce, i chilometri da fare si assottigliano ogni giorno di più. Poche miglia al traguardo. Alla soglia dei 7 mesi di viaggio, Giacomo è arrivato a Pechino. E la via del PePe sarà a breve una delle vie possibili da Pesaro alla Cina. Da Pechino poi, l’ultimo collegamento: le due Muraglie e, a quel punto, l’impresa sarà compiuta.



















