Quella che si è da poco conclusa è stata una delle migliori stagioni sportive di sempre del Tennistavolo Acli Lugo-Ravenna. Il club ravennate ha infatti ottenuto la promozione in C1 con la squadra maschile e ha vinto la Coppa Italia dei Comitati Regionali.
“Torniamo a disputare un campionato nazionale, perché tale è la C1,” sottolinea con soddisfazione il presidente Piero Nostri. “Cercheremo di affrontarlo nel modo migliore, consapevoli che serviranno cinque giocatori tra i primi 500 della classifica nazionale.” Quella squadra è la punta di una piramide che annovera ai vari livelli altre nove formazioni, una delle quali femminile, per un totale di 55 agonisti. “A questi si aggiungono numerosi atleti che vengono in palestra ad allenarsi e a divertirsi e partecipano ad attività promozionali.”
I risultati e i numeri premiano il lavoro di una realtà sportiva, ormai l’unica nel territorio provinciale a portare avanti questa disciplina. “Un grande onore ma anche una notevole responsabilità,” ammette Nostri. “Ma nella nostra provincia c’è interesse e passione attorno al tennistavolo, uno sport che ha una sua storia anche qui da noi. Raccogliamo l’eredità di diversi club che per vari motivi e in tempi diversi hanno chiuso l’attività.”
Lugo resiste sulla scena da 36 anni. La nascita del sodalizio risale, infatti, al 1990 su idea e impulso di un gruppo di persone, tra cui il compianto Arrigo Antonellini, venuto a mancare il primo gennaio 2021, giocatore e maestro di ping pong, come allora questa disciplina era chiamata, a dispetto del padre Achille, primo presidente della Società Schermistica Lughese, e Paolo Caroli.
“Arrigo e Paolo,” riconosce Nostri, “ebbero il merito di riportare in città una disciplina che negli anni Ottanta era stata ben rappresentata dalle squadre della Collegiata e dalla Fiorente della Parrocchia Rione de’ Brozzi. Che sono riuscite anche a portare alla ribalta diversi atleti di valore. Iniziammo l’attività nella palestra della scuola Gherardi, che ancora oggi ci ospita, grazie al preside di allora, Gaetano Gattarello. Ci mise a disposizione diversi tavoli e accettò di fare il presidente. Per anni abbiamo disputato campionati a livello regionale con qualche appendice nei tornei nazionali, soprattutto con la presidenza di Caroli. Io sono il terzo presidente del club, in carica da ormai 15 anni.”
E in questo suo lungo mandato, Nostri ha accompagnato la grande crescita di praticanti. “La palestra della Gherardi era diventata il centro nevralgico dal momento che negli oratori non si giocava più a tennistavolo. E nei circoli i tavoli non si trovavano più.” Lo spartiacque è stato, come per quasi tutte le realtà sportive e associative, il Covid. Un periodo di grande difficoltà che, col senno di poi, è stato carburante per una grande ripresa.
“In quel momento avevamo una cinquantina di tesserati e logicamente abbiamo dovuto anche noi sospendere l’attività. La paura era di vedere diminuito quel numero alla ripresa, tanto più che nel frattempo con i progressivi aggiornamenti sul lavoro sportivo erano aumentati gli obblighi e gli adempimenti delle società, con un aggravio di oneri e costi. Ma nonostante ciò, alla ripartenza il club lughese ha trovato nuove energie e nuova spinta e soprattutto ha ampliato la sua attività anche nel capoluogo in collaborazione con un gruppo di appassionati storici.
Questa è stata l’intuizione vincente unitamente a quella di stringere i legami con il mondo Acli, presente sin dalle origini nella nostra denominazione per via dei rapporti dei nostri soci, e del continuo supporto, pur non essendo la società regolarmente affiliata. Così, due anni fa, si è deciso di compiere il passo di formalizzare definitivamente l’affiliazione al Gruppo Us-Acli provinciale. A seguito di tutto ciò, dal 2021 facciamo regolare attività anche nelle due palestre della scuola Guido Novello.”
Le iscrizioni sono risalite, tanto che “i tesserati, hanno superato quota 150 e oggi siamo valutando con gli enti pubblici preposti la possibilità di estendere la nostra attività anche in altre palestre della provincia per soddisfare le continue richieste di iscrizione che giungono da tutto il territorio.”
Con l’approdo a Ravenna nel 2024 è partito anche il progetto sperimentale di tennistavolo rivolto ai bambini con disturbi dello spettro autistico. Realizzato in collaborazione con la Neuropsichiatria infantile e il gruppo Ghc Domus Nova-San Francesco, questo progetto prevede “una sessione di allenamenti alla settimana con il coinvolgimento di allenatori federali,” racconta Nostri. “E di personale qualificato dell’Ausl Romagna. I ragazzi si allenano con i maestri, con i volontari del club e giocano tra di loro. Il tennistavolo è uno sport che ha effetti benefici sulla salute, sulla mobilità e sulla socialità. Con i movimenti rapidi e continui che richiede stimola tutti i muscoli e aiuta il sistema cardiovascolare, ed essendo uno sport praticabile a tutte le età è alla portata di ognuno e incoraggia l’interazione positiva tra i giocatori. Con la prossima annata sportiva riproporremo il progetto ‘Sport e autismo’ con l’obiettivo di estenderlo anche agli Over 70″.



















