Irene Penazzi, dentro la natura

di Alessandra Albarello
La magia delle creazioni dell’illustratrice nata a Lugo
Un gruppo di bambini, accompagnati dai propri genitori, segue con attenzione il racconto visivo che si snoda lungo le pareti di una sala del Mar – Museo Città d’arte di Ravenna durante la mostra interattiva Acqua, Aquae, ideata da Immaginante. Le illustrazioni, ricche di mille dettagli tratteggiati con matite colorate, parlano di una realtà familiare, quella del mare, dei giochi sulla spiaggia, ed è quindi facile per loro riconoscere quei luoghi, immedesimarsi nelle situazioni di svago e di vacanza, in quelle estati che chissà quante volte avranno vissuto.

Come le ha vissute Irene Penazzi, illustratrice nata a Lugo e che da un paio di anni vive a Mira, in provincia di Venezia. La sua infanzia, i suoi ricordi nella casa di Lugo col grande giardino. Le due settimane che trascorreva a giugno a Marina Romea con i due fratelli. Tutto riaffiora nelle sue illustrazioni, trasformandosi in segni evocativi che trasmettono la sua passione per la natura e per gli animali.

Succede per le illustrazioni del libro senza parole I giorni del mare, esposte recentemente al Mar. Ed è successo così anche per Dans le jardin, pubblicato nel 2018 in Francia da Maison Eliza (che ora fa parte di Glenat). E poi nel 2019 in Italia con il titolo Nel mio giardino il mondo (Terre di Mezzo Editore).

“È stata la mia tesi di laurea all’Accademia di Belle Arti di Bologna e con quel primo libro ho capito che ero diventata davvero un’illustratrice,” ci dice Irene. Come autrice unica ha pubblicato tre ‘silent book’ (oltre a quelli sul giardino e sul mare, anche Su è giù per le montagne di Terre di Mezzo). Un libriccino cartonato per la casa editrice svizzera La joie de lire che avrà probabilmente un seguito. E La natura in città, albo di divulgazione dell’Editoriale Scienza per cui è in lavorazione un secondo volume dedicato alle zone umide.

Una quindicina circa di libri e albi sono stati invece realizzati in collaborazione con autori e autrici, tra questi L’uomo con il cappotto verde di Davide Calì (Lapis Edizioni). E Il tasso e la bambina dell’etologa Chiara Grasso (Aboca Edizioni), che hanno vinto nel 2025 il prestigioso Venice Gardens Foundation Natura Premio Letterario Giovani Lettori. 

Nel 2021 Irene Penazzi è stata anche selezionata dalla Children’s Book Fair di Bologna tra le 20 eccellenze italiane dell’illustrazione che hanno poi girato il mondo con la mostra organizzata da Accademia Drosselmeier, approdata nel 2023 in Messico a Villahermosa, dove l’illustratrice è stata invitata a tenere presentazioni e laboratori.

Tradotti in diverse lingue, i suoi libri ‘viaggiano’ in molti paesi stranieri. E vengono spesso selezionati da concorsi di fiere e festival internazionali dedicati alla letteratura per l’infanzia. Ma dove nasce la passione di Irene Penazzi per il disegno? Per rispondere a questa domanda ritorniamo a Lugo, non solo a quel grande giardino ma anche alla sua stanza/studio, ‘una stanza tutta per sé’, come l’avrebbe definita Virginia Woolf.

Fin da piccola ho sempre disegnato e letto molti libri che io e i miei fratelli prendevamo in biblioteca, stimolati dai nostri genitori. Mi aveva molto colpito La casa sull’albero di Bianca Pitzorno, con le illustrazioni di Quentin Blake. Ho cercato di capire come potesse, in pochi tratti, definire personaggi, situazioni, sensazioni.” 

Irene Penazzi ha poi sempre vissuto a contatto con la natura, circondata da tanti animali sia domestici sia selvatici. Un ambiente che è diventato la sua cifra espressiva, con l’intento di condividere con i più piccoli l’esperienza e l’incanto di quel mondo variegato e complesso. Scandito dalla ciclicità del tempo e delle stagioni. Non solo immagini quindi. In ogni libro, attraverso ricerche approfondite, restituisce infatti informazioni e dettagli su piante e animali. In modo che i bambini possano incuriosirsi, esplorando i paesaggi che hanno attorno.

Osservare la natura e starci dentro mi fa stare bene. Cerco poi di trasmettere questa bellezza assoluta e il rispetto per l’ambiente attraverso il disegno, che nasce spontaneamente dalla necessità di condividere con gli altri le mie nuove scoperte.” Tra le varie tecniche, Irene Penazzi ama utilizzare prevalentemente matite colorate su una base ad acquerello.

“Dopo una lunga fase preparatoria, di ricerca e di definizione del disegno, il momento del colore è più breve e istintivo, perché amo stupirmi io stessa del risultato finale.” Tra i prossimi progetti, l’idea di confrontarsi con visioni notturne e quella di raccontare i parchi, soprattutto del Nord Europa. Prima di lasciarci, un’ultima riflessione sull’Intelligenza Artificiale, sempre più erosiva di certe attività creative:

“Cerco di averci a che fare il meno possibile. Perché penso che ciò che traduco con il segno e con la mano sia unicamente legato alla mia esperienza. E non credo possa essere sostituito dall’IA che relegherei ad altri campi più utili alla società. La creatività la lascerei quindi alle persone umane.”

Irene Penazzi, dentro la natura
In apertura, l’illustratrice Irene Penazzi. Qui, il libro ‘I giorni del mare’, in esposizione all’interno del mostra ‘Acqua, Acquae’, e l’edizione francese di ‘Dans le jardin’.
Irene Penazzi, dentro la natura
Irene Penazzi, dentro la natura
Irene Penazzi, dentro la natura
Pubblicato su Ravenna IN Magazine 01/26, chiuso per la stampa il 24/03/2026

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