Luca Di Sessa, attore faentino emergente 

di Roberta Bezzi, foto Paco Di Canto
IL NUOVO VOLTO DI DOC 4 E DELLA FAMIGLIA PANINI
Sarà un autunno ‘caldo’ per Luca Di Sessa, giovane attore emergente italiano, nato 23 anni fa a Faenza. Sarà infatti nel cast di DOC – Nelle tue mani 4 su Rai 1, al fianco di Luca Argentero, e interpreterà Benito Panini nella serie Rai La famiglia Panini. L’avventura delle figurine di Letizia Lamartine, ispirata al romanzo L’album dei sogni di Luigi Garlando, al fianco di Serena Rossi ed Edoardo Pesci.

Nonostante la giovane età, Luca Di Sessa si sta già facendo notare, grazie alla partecipazione a diversi progetti di rilievo per il cinema e la televisione. Nei mesi scorsi è uscita la fiction Rai Prima di noi di Daniele Luchetti, dove aveva il ruolo di Domenico Sartori.

Nel 2024 ha interpretato il ruolo di Christian nel film Più di ieri di Jean Carlos Gonzales Flores, ha recitato nella miniserie Rai Mike di Giuseppe Bonito, dedicata a Mike Bongiorno, nei panni di Tino Maciste, ed è stato tra i protagonisti della serie tv Prime Video Rumors. La casa che brucia di Tommaso Caperdoni. Non sono mancati anche i riconoscimenti: nel 2023 ha vinto la seconda edizione del contest Young Blood, riservato ai giovani talenti emergenti lanciati da ‘Alice nella Città’ e ‘Do Cinema’ in partnership con il ‘Marateale’. 

D. Com’è nata la passione per la recitazione? Un amore a prima vista maturato nell’infanzia?

R. “Sì. Mi sono incuriosito prestissimo guardando tante serie tv e film al cinema. La scintilla? Sono un fan sfegatato di Harry Potter e si può dire che ho deciso di fare l’attore perché sognavo di essere lui. Poi, crescendo, la passione è cresciuta ancora di più grazie a tutto l’universo Marvel. A 16 anni, avevo cambiato idea: volevo essere Spider-Man.”

D. La formazione è stato un tassello importante. Come ha iniziato?

R. “Ho da subito ricercato un approccio professionale, iscrivendomi a Ravenna prima alla TAM – Teatro Accademia Marescotti e poi all’ATC – Accademia Teatro Cinema di Caldironi, dove ho svolto anche uno stage con Kuniaki Ida. Nel 2023 ho frequentato il Corso propedeutico alla Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe a Udine, una grande scuola in cui ho imparato molto su me stesso frequentando lezioni tutti i giorni. L’anno successivo ho partecipato al corso di alta formazione Cameracting.”

D. Chi considera i suoi maestri?

R. “Non posso dimenticare Ivano Marescotti e Cristiano Caldironi che mi hanno dato il primo approccio alla recitazione, le basi per fare questo mestiere. In particolare, sono stato a lungo al fianco di Cristiano, un insegnante molto preciso e attento, che mi ha aiutato a capire che tipo di strada avrei potuto intraprendere come attore.”

D. Quando ha iniziato a calcare i set cinematografici?

R. “Già a 17-18 anni. Dopo aver trovato un’agenzia, ho cominciato a fare provini. La prima esperienza significativa è stata con Più di ieri, piccolo film autoriale, indipendente, bello e realizzato con tanto cuore. Sono stato fortunato perché, grazie all’ambiente familiare e alla libertà che si respirava, ho avuto un approccio ‘soft’ al set che mi ha preparato ai lavori più impegnativi. Interpretavo Cristian, un diciannovenne che dopo la morte del padre deve tornare a vivere a Milano con la madre che non vedeva da tempo. È stato un bel viaggio introspettivo.”

D. Il primo grande set?

R. “Quello della serie Prima di noi del regista Daniele Luchetti insieme a Valia Santella, tratto dall’omonimo romanzo di Giorgio Fontana: una saga familiare che segue le vicende della famiglia Sartori dal 1917 al 1978. Luchetti è stato fantastico, dirige benissimo ed è davvero capace di fare scuola, e quindi mi ha insegnato tantissimo. In più, il progetto era molto interessante sia per il ruolo che ho interpretato, Domenico Sartori, che mi ha messo alla prova, sia per gli spostamenti continui tra Cinecittà a Roma, Udine e il Marocco.”

D. Guardando al futuro c’è attesa per l’uscita della quarta edizione di DOC…

R. “Non posso dire molto al riguardo, se non che sarò presente in quattro episodi. Per la prima volta sono entrato in una produzione già di successo, una macchina ben rodata, in cui è un po’ più difficile incastrarsi anche se in tanti mi hanno aiutato ad ambientarmi. Interpreto un personaggio complesso che si interfaccia soprattutto con il dottor Sandri e la caposala Teresa. Per me è stata una sorpresa trovarmi ogni volta sul set tanti ragazzi e signori che chiedevano foto e autografi.”

D. Un lavoro a cui tiene particolarmente?

R. “La serie dedicata alla famiglia Panini, dove sarò uno dei fratelli-protagonisti, Benito. Racconta la storia di una famiglia che è entrata nell’immaginario popolare, di cui tutti conoscono le figurine ma pochi l’avvincente storia di 4 fratelli e 4 sorelle che sono andati incontro a tantissime avventure, fortemente legata al territorio. Abbiamo girato per un mese a Modena e per tre in Lazio, accolti dalla vera famiglia Panini che era spesso sul set e ci ha invitato a visitare lo stabilimento. Tra i colleghi, conservo un ottimo ricordo di Serena Rossi.”

D. Qual è il suo sogno nel cassetto?

R. “In Italia mi piacerebbe lavorare con i fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo, con Alice Rohrwacher e con Paolo Strippoli. All’estero, il mio regista e sceneggiatore del cuore è l’americano Charlie Kaufman, quello de Il ladro di orchidee e Se mi lasci ti cancello: mi piace il suo modo di scrivere originale e la capacità di entrare nelle viscere umane.”

D. Una curiosità: è vero che ha abilità come prestigiatore?

R. “Sì. Anche se è da un po’ di tempo che non pratico, ai provini lo dico sempre. Sono un grande fan della magia e ho anche frequentato una scuola di illusionismo dopo essermi appassionato a David Coppefield e Dynamo che fanno cose eccezionali.”

D. Qual è la sua dimensione preferita tra cinema, tv e teatro?

R. “Amo molto il teatro in sé e nel 2025, con tre amici, ho fatto lo spettacolo Tanto ormai al Teatro Vascello di Roma. Però preferisco il cinema e la tv, due mondi diversi ma più affini al mio modo di essere. Forse in futuro cambierò idea ma al momento mi frena l’ambiente teatrale italiano, un po’ troppo chiuso e ‘vecchio’, motivo per cui preferisco lavorarci occasionalmente e solo con persone fidate. Certo, sarebbe una bella sfida portare tanti giovani a teatro.”

D. Per quanto riguarda il cinema, ce l’ha il sogno americano?

R. “Non proprio… Mi piace ovviamente il cinema Made in Usa anche se ormai è diventato più che altro un business, per cui prediligo il bacino inglese ed europeo. In futuro, mi piacerebbe fare più provini per progetti internazionali, considerando che molte produzioni vengono spesso a girare in Italia.”

Luca Di Sessa, attore faentino emergente 
Luca Di Sessa, attore faentino emergente 
Luca Di Sessa, attore faentino emergente 
Pubblicato su Ravenna IN Magazine 03/26, chiuso per la stampa il 28/07/2026

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