Marco Zanni, la corsa della vita

di Alberto Crescentini, foto Fabrizio Petrangeli
Caduta E risalita: la storia dell’atleta Marco Zanni
È davvero una storia edificante, quella di Marco Zanni. La storia di un ragazzo al quale la vita sorrideva che si è ritrovato poi a deragliare, per tornare nuovamente in sella alcuni anni dopo. Una storia di caduta e di rinascita, con un lieto fine che può essere di aiuto a tutti coloro che, per i più svariati motivi, si sono smarriti. Ma andiamo con ordine.

Riccionese, 33 ‘primavere’ compiute lo scorso novembre, Marco Zanni era solo un adolescente quando, sull’esempio del padre podista, si avvicinò alla corsa. Mostrando da subito una buonissima attitudine. 

“Ho iniziato attorno ai 12 anni e a 14 sono riuscito già a vincere il titolo italiano cadetti nei 2.000 metri,” racconta Marco. “Mi sono ritrovato così nel giro delle nazionali di categoria e alle Olimpiadi giovanili di Tampere, in Finlandia, ho chiuso all’ottavo posto la finale degli 800 in 1’51”. Allora avevo 17 anni.”

L’atletica lo assorbe parecchio, ma non per questo tralascia gli studi. E nell’estate 2011 si diploma al liceo Volta. Sempre in quell’estate, però, accade qualcosa di meno piacevole. “Inizia un periodo decisamente brutto,” ricorda Zanni. “Durante la settimana fumo abitualmente marijuana e nel weekend faccio invece uso di cocaina ed ecstasy, ne divento dipendente.

Avevo già accantonato la corsa nel maggio di quel 2011 e per riavvicinarmi all’atletica dovranno passare tanti anni, addirittura otto. Prima dovevo chiudere quella lunga parentesi, e per uscirne è stata fondamentale la psicoterapia. Così come un ruolo importantissimo lo ha avuto Nice, la mia nuova compagna. La sua vicinanza mi ha aiutato tantissimo. E non posso che ringraziare anche i miei genitori.”

Una volta ‘pulito’, nella testa e nel fisico, Marco riparte dalla pista. Ma ormai è tempo di rallentare, anche perché gli infortuni, con i muscoli nuovamente sollecitati, si accavallano. “Sì, ho preferito passare alla strada e ai trial, le corse nel bosco, sui sentieri.” La prima gara ufficiale dopo il rientro cade nel febbraio 2020, all’autodromo di Misano. “Un 10.000 chiuso in 35’30”. Lì ho capito che potevo dire ancora la mia.” E nel dicembre 2024 eccolo di nuovo tagliare il traguardo davanti a tutti: l’occasione è la mezza maratona di Pisa, 21 km e qualche spicciolo corsi in un’ora e 7 minuti, per una vittoria che gli restituisce piena consapevolezza nei suoi mezzi.

Così nel 2025 arrivano altri importanti risultati, dal successo alla Primiero Dolomiti Marathon (“Una gara di 26 km con un dislivello di 1.000 metri”) alla mezza maratona di Barcellona, dove è il quarto italiano all’arrivo, senza dimenticare l’invito a prendere parte al Giro delle Mura di Feltre, dove può correre al fianco di autentici big azzurri come Daniele Meucci e Yeman Crippa. “Essere tornato a gareggiare in ambito internazionale mi regala una felicità immensa,” ammette. E la felicità non era stata certo da meno neppure nel marzo 2023, quando insieme a Nice è diventato genitore di Noa

E per questo 2026 all’orizzonte si intravede ormai un ulteriore appuntamento da cerchiare in rosso sul calendario. Dal 5 al 22 maggio Zanni sarà infatti impegnato nel ‘Progetto Santiago’, il che significa che in quei 18 giorni percorrerà – naturalmente di corsa – il Cammino di Santiago de Compostela.

“Farò il percorso francese, parliamo di 799 km. E insieme a me ci sarà una troupe cinematografica che mi filmerà, poiché questa mia esperienza diverrà poi un documentario,” fa sapere Marco, che ne approfitterà per raccontare il suo percorso di uomo e di atleta, per lasciare una testimonianza che possa essere di conforto e aiuto a chi, come lui, era caduto e ora ha la possibilità di rialzarsi. Ci sarà pure un progetto di crowdfunding, una raccolta fondi, con il documentario che dovrebbe successivamente uscire su qualche piattaforma, così come l’idea è riuscire a dargli la maggior visibilità possibile anche sul grande schermo.

Per prepararsi al meglio all’evento, Zanni ha fissato in agenda tre appuntamenti agonistici. “L’8 marzo la mezza maratona di Parigi, il 22 marzo l’Ultra Trial del Chianti e il 19 aprile la maratona di Rimini.” 

Queste le gare, ma la corsa è pane quotidiano per Marco, che tutte le mattine, prima che il gallo canti, è in strada a far mulinare le gambe. “Sette giorni su sette e la domenica faccio ancora più strada: corro tutte le mattine a quell’ora prima di andare al lavoro. E sono felice.”

Marco Zanni, la corsa della vita
In queste immagini, l’atleta Marco Zanni. Sotto, lungo il cammino di Santiago per il ‘Progetto Santiago’.
Marco Zanni, la corsa della vita
Pubblicato su Rimini IN Magazine 01/26, chiuso per la stampa il 27/02/2026

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