Ha iniziato a fare calcoli prima ancora di frequentare la scuola: il forlivese Matteo Silimbani. Classe 1978, è docente di matematica alle scuole medie Marinelli di Forlimpopoli e Campione Internazionale di giochi matematici, conseguendo il primo posto nella categoria GP a Parigi nel 2014.
“Per me la matematica è prima di tutto divertimento,” spiega il docente. “Dopo la laurea e il dottorato in matematica, sono stato assegnista di ricerca per cinque anni e ho frequentato un anno post doc a Bordeaux dove ho imparato il francese. Il mio impegno ai tempi era trovare soluzioni a problemi.
In Francia poi ho ottenuto la qualifica per la partecipazione ai concorsi da maître de conférence in Informatica e Matematica.” Il suo ambito di studio è la combinatoria algebrica ed enumerativa, spesso descritta come l’arte di contare senza enumerare.
“Se devo sapere quante sono le pecore in un gruppo,” spiega, “posso contarle una a una, oppure usare una strategia. Vedo solo le zampe, conto quelle e poi divido per quattro. La ricerca nel mio settore,” sottolinea Silimbani, “non richiede necessariamente laboratori o strumenti complessi, servono soprattutto la testa, i libri e il confronto con altri studiosi.”
Dopo la Francia, Matteo Silimbani ha scelto l’insegnamento: “Fare solo ricerca non mi bastava, avevo bisogno del contatto umano.” Poi sono arrivate anche le competizioni. “Avevo il desiderio di partecipare a delle gare, così mi sono iscritto ai Campionati internazionali di giochi matematici, organizzati dalla federazione francese. Per l’Italia, la fase nazionale era gestita dall’Università Bocconi di Milano.”
Silimbani partecipa alle semifinali di Castel Bolognese. “È capitato che vincessi la semifinale e sono andato a Milano per la finale nazionale. La svolta è arrivata nel 2014 quando sono arrivato secondo ai campionati italiani nella categoria ‘Grande pubblico’ e ho ottenuto l’accesso ai mondiali di Parigi. Sono partito convinto che non sarei neanche entrato tra i primi dieci.
Avevo perfino prenotato il volo di ritorno durante la premiazione. Invece è accaduto l’imprevisto: ho vinto il campionato del mondo. Ricordo che quando in metropolitana ho letto la classifica aggiornata ho provato una delle emozioni più forti della mia vita. Alla cerimonia, però, non ho partecipato: ero già al gate dell’aeroporto.”
Negli anni successivi continua a gareggiare: nel 2018 torna ai mondiali dopo un terzo posto ai campionati italiani, mentre più recentemente conquista anche il titolo nazionale nella sua categoria. Oltre alla gara, uno degli aspetti più stimolanti è l’allenamento con la nazionale italiana.
“È un’immersione totale nella matematica: cinque giorni in cui si risolvono rompicapi, giochi logici e problemi di ogni tipo. La domanda naturale dell’uomo,” continua, “quando si avvicina per la prima volta alla matematica, più o meno consciamente, è: ‘quanti sono?’ Un ragazzo magari sa risolvere sistemi complicati, ma può far fatica a trovare strategie intelligenti per contare.”
Per questo ha creato anche un piccolo concorso interno alle sue classi, chiamato ‘Koalogica’. Ogni domenica propone un problema logico facoltativo e la settimana successiva spiega la soluzione e assegna i punti, fino a una piccola premiazione finale. “Non ci sono voti né obblighi: è solo un modo per mettersi alla prova. L’obiettivo è insegnare ai ragazzi anche la pazienza nel ragionamento perché oggi siamo abituati a cercare subito la risposta. Invece alcuni problemi hanno bisogno di tempo.”
A chi gli chiede a cosa serva la matematica, Matteo Silimbani preferisce cambiare prospettiva. “Molte conoscenze studiate a scuola trovano senso solo più avanti. Vale la pena ampliare il proprio bagaglio di strumenti: solo così si possono vedere regole e schemi che per altri restano invisibili.”
















