Pesaro Segreta scrigno della memoria

di Deborah Papisca
‘Pesaro Segreta’: ricordi inediti della città
È il 26 giugno del 2018 quando, per gioco e per sfida, nasce ‘Pesaro Segreta’. Un’idea semplice, quasi ingenua, ma capace di trasformarsi in un vero e proprio scrigno della memoria cittadina. A idearla è Ugo Betti, fondatore e attuale presidente dell’associazione, in un tempo in cui la rete offriva poco o niente su Pesaro. Nessuno, allora, avrebbe immaginato che quel piccolo seme piantato quasi per caso avrebbe fatto germogliare un progetto così seguito, amato, imitato. E mai eguagliato.

Oggi ‘Pesaro Segreta’ è una realtà vivissima, con oltre 20.000 follower su Facebook e appassionati da ogni angolo del mondo. Una vetrina digitale che ogni giorno racconta, attraverso immagini d’epoca, aneddoti, documenti e curiosità, la storia meno nota della città. Quella che non si trova sui libri, ma si sussurra nei vicoli, si conserva nei cassetti della memoria, si intuisce tra le pieghe del tempo.

L’associazione è formata da quattro persone, ciascuna parte essenziale di un meccanismo che lavora con meticolosità e passione. Accanto a Ugo Betti, c’è Gabriele Stroppa, vicepresidente, con la stessa voglia di custodire e condividere il passato, Federico Malaventura, esperto in ceramiche e maioliche e Eleonora Rubechi Mensitieri, attuale presidentessa del Lions Club di Pesaro, addetta stampa dell’associazione. 

Ma perché ‘segreta’? Perché Pesaro ha una storia nascosta, che merita di essere svelata. Come quel passaggio poco noto di Leonardo da Vinci in città, quando era responsabile delle fortificazioni. Nei suoi disegni, conservati a Milano, c’è una piantina di Rocca Costanza, e persino l’invenzione di un girarrosto alimentato da una ventola e dal calore del camino, realizzato durante una sosta forzata a Novilara, bloccato da una bufera di neve mentre era in viaggio verso Fano. Oppure l’episodio che vede Federico Barbarossa fermarsi a Candelara prima della storica Pace di Costanza. E ancora: Papa Clemente II, che morì proprio a Montelabbate. Frammenti di storia che ci scorrono accanto ogni giorno e che ‘Pesaro Segreta’ raccoglie con rispetto e cura.

Dietro ogni post, ogni fotografia, ogni racconto, c’è un lavoro serio, documentato, rigoroso. Non si tratta solo di curiosità: è un archivio vivo, una narrazione che restituisce valore a ciò che eravamo. Talmente autentico da aver ispirato, nel tempo, goffi tentativi di imitazione.

‘Pesaro Segreta’ è molto più di una pagina social: è una missione. Un faro acceso su un patrimonio spesso dimenticato, ma che continua a parlare. Perché la storia non è solo passato: è radice, identità, direzione.

In un tempo in cui tutto corre e si consuma in fretta, ‘Pesaro Segreta’ è e resta una presenza preziosa, custode della memoria e orgoglio di una città gioiello e della sua splendida provincia. Perché ricordare chi siamo stati, conservare la nostra memoria,  è il modo migliore per decidere chi vogliamo essere.

Pesaro Segreta scrigno della memoria
In apertura Gabriele Stroppa e Ugo Betti. Qui sopra, la vecchia stazione di Pesaro. Sotto: il manifesto pubblicitario del Garage Moderno di via Castelfidardo; autoritratto di Vittorio Rosa, primo fotografo di Pesaro (1860 ca.) e La Standa.
Pesaro Segreta scrigno della memoria
Pesaro Segreta scrigno della memoria
Pesaro Segreta scrigno della memoria
Pubblicato su Pesaro IN Magazine 01/25, chiuso per la stampa il 01/07/2025

Condividi l’articolo: