L’appartamento sul lungomare di Rimini non è completamente ‘vergine’. Alcune scelte di capitolato erano già definite, come il layout di base e uno dei bagni. Ma un elemento colpisce subito entrambi: una grande vetrata che inonda di luce lo spazio principale e ne cambia completamente la percezione.
Il progetto di questo nuovo appartamento sul lungomare di Rimini ruota attorno a questo fulcro. La zona living-cucina, completamente integrata e in costante relazione con le generose terrazze. È qui che la luce entra, scorre, scolpisce i volumi e accompagna lo sguardo verso l’esterno. I parapetti in vetro delle terrazze amplificano questa continuità visiva, eliminando qualsiasi barriera percettiva e restituendo una sensazione di ampiezza che va oltre i metri quadrati reali.
Il committente, “preciso e consapevole, aveva idee molto chiare. Amante di un minimalismo rigoroso, desiderava linee pulite, superfici ordinate, maniglie quasi invisibili,” una casa visivamente ‘silenziosa’. Allo stesso tempo si temeva l’effetto freddo e asettico che spesso accompagna questo linguaggio.
“La sfida è stata quindi trovare un equilibrio tra essenzialità e calore, traducendo le sue esigenze funzionali – grande capacità di contenimento, spazi organizzati, nessun oggetto fuori posto – in un progetto accogliente e vissuto,” spiega Moreira. La risposta passa dai materiali. Il cemento armato, lasciato leggibile nei pilastri strutturali, diventa un elemento narrativo che dialoga con il progetto di interior.
A contrastarlo, e al tempo stesso ad accompagnarlo, è il legno. Un rovere chiaro, leggermente sbiancato, scelto per il parquet e ripreso negli arredi su misura. Le venature naturali del legno seguono e addolciscono le linee nette del cemento, creando una continuità visiva e tattile. I colori sono tenui, tono su tono, mai abbaglianti, pensati per riflettere e amplificare la luce naturale senza appesantire.
Il living si sviluppa come un unico ambiente fluido. All’ingresso, una grande parete attrezzata disegnata su misura organizza funzioni e contenimenti, fresature verticali sono il leitmotiv decorativo degli ambienti domestici. La zona centrale è dedicata alla tv e al relax, delineata da una boiserie contenitiva che incornicia il divano sovrastato da un quadro d’autore illuminato da strip led per regolarne la luce. Le altezze, gli allineamenti e i pieni e vuoti tornano anche nella cucina, creando un ritmo coerente senza separazioni nette.
“La cucina è pensata come una nicchia: un volume compatto incorniciato in Dekton che diventa piano, rivestimento e segno architettonico. Tutto è progettato al millimetro. Dai moduli contenitivi alle nicchie per spezie e bottiglie, fino agli elettrodomestici integrati. Per garantire massima funzionalità in uno spazio contenuto.”
Il tavolo, con piano effetto pietra e gambe in metallo color ottone, dialoga con gli infissi e con le sedute imbottite, scelte non a caso. “Più simili a poltroncine che a semplici sedie, rafforzano l’idea di una cucina che è anche living, luogo conviviale e non solo funzionale. Sopra, un sistema di illuminazione discreto e modulabile, dalla forma inedita, dialoga coi faretti ottonati del living.” In tutto l’appartamento la luce artificiale lavora per strati, integrandosi con l’architettura e valorizzando materiali e volumi senza protagonismi.
Dalla zona giorno si accede alla zona notte, separata da una porta scorrevole. La camera padronale è pensata come una piccola suite domestica. Un luogo di comfort e decompressione, ispirato all’idea della camera d’albergo, ma declinato sulle esigenze quotidiane.
“Anche qui tutto è su disegno: lo specchio, la testata del letto con nicchie integrate, i comodini incassati, i tessuti dai toni sabbia e cipria, l’illuminazione dimmerabile. Un pannello girevole ospita la tv e nasconde vani contenitivi, mentre l’armadio, simmetrico e illuminato internamente, sfrutta ogni centimetro disponibile.”
Accanto, la cameretta del figlio introduce una nota più giocosa: tocchi di azzurro, una carta da parati con bolle di sapone, “un’atmosfera fresca e leggera che celebra l’infanzia. È una scelta voluta e generosa,” che dimostra come il progetto sappia adattarsi non solo a uno stile, ma anche alle persone che abitano gli spazi.
I bagni, in parte definiti dal capitolato, vengono personalizzati attraverso dettagli e illuminazione. Nel bagno principale, un gres grigio dalle sfumature calde – che non imita altri materiali ma rivendica la propria natura – riveste pavimento e doccia walk-in, creando un effetto box continuo. Specchi contenitivi, nicchie e luci a 3000 Kelvin completano un ambiente pratico, ordinato e rilassante.
Il progetto, seguito dall’architetta in ogni fase – dalle scelte dei materiali al disegno degli arredi, fino al rapporto con artigiani e fornitori locali – è durato diversi mesi e rappresenta per lei una sintesi importante: “un modo di lavorare ‘totale’, vicino all’esperienza maturata in Brasile, fatto di soluzioni non standard e di grande attenzione al dettaglio.”
Il risultato è una casa minimalista ma calda, rigorosa ma accogliente, dove nulla è superfluo e tutto ha un posto preciso. Un interno in cui la luce è materia progettuale, il cemento dialoga con il legno e l’architettura si mette al servizio della vita quotidiana, con eleganza e naturalezza.




















