“Il Tai Chi o il Qi Gong non sono solo uno sport, ma un vero e proprio stile di vita. Una visione a 360 gradi che racchiude l’aspetto fisico, energetico e spirituale.” Così le principali scuole cesenati di queste discipline riassumono all’unisono cosa significa praticare. Ognuno con un approccio differente.
“Oggi queste discipline sono associate alla sfera del benessere, della salute e della prevenzione,” racconta Claudio Gentili, titolare della Scuola ArTao. “In Cina il Qi Gong è parte integrante della medicina tradizionale e viene praticato negli ospedali, in aiuto ad esempio a malattie croniche o per ridurre lo stress.”
Il Qi Gong – da Qi ‘energia’ e Gong ‘lavoro’, lavoro sull’energia – è un’antica disciplina cinese che combina movimenti lenti, statici o ripetuti più volte finalizzato al riequilibrio energetico lavorando principalmente su respiro e concentrazione. Mentre il Tai Chi, o Tai Chi Chuan – da Tai ‘Universo’; Chi ‘energia’ e Chuan ‘pugno’ – combina movimenti più fluidi uniti in lunghe sequenze.
“Entrambe queste pratiche attivano l’attenzione psico-motoria,” prosegue Gentili. “Il Tai Chi è anche arte marziale, il Qi Gong no. Personalmente mi sono avvicinato a 14 anni facendo Judo, poi ho iniziato a praticare nella storica scuola Centro del Dharma di Cesena. Nel 2007 ho fondato la scuola ArTao. Oggi nella nostra scuola la quota femminile è più alta di quella maschile. Tante donne scelgono di iniziare la pratica per imparare tecniche di auto difesa. Persone con malattie croniche, come la fibromialgia, nel tempo hanno notato effetti benefici praticando.”
Ma non bisogna dimenticare il duro lavoro. “A chi mi chiede quanto bisogna allenarsi per ottenere risultati,” conclude il Maestro, “rispondo: tu quante volte mangi al giorno? Sono pratiche evolutive, ogni volta cogli qualcosa di diverso e il beneficio lo attieni in base a quanto ti applichi. Inizia con mezzora di pratica la mattina.”
Chi invece si è avvicinato a questo mondo per “imparare a difendersi” è Michele Magnani, titolare della Scuola Nei Wai Chuan Kung Fu aperta negli anni 2000. Oggi offre corsi di Tai Chi Chuan e Shaolin, entrambi stili di Kung Fu. “Mi sono innamorato di queste pratiche da ragazzino. Prima facevo i pesi, volevo i muscoli, ma tutto è cambiato dopo un episodio in discoteca. Avevo 14 anni, per difendere un amico sono stato aggredito da un gruppo di ragazzi. Da lì mi sono avvicinato alle arti marziali, che ormai pratico da 40 anni.”
Magnani prosegue sottolineando che “queste discipline cambiano il tuo atteggiamento, acquisisci calma e sicurezza. Oggi i ragazzini imparano a difendersi, acquisiscono fiducia. Le ragazze che si allenano sono in grado di avere un atteggiamento così sicuro che dall’altra parte, quando passeggiano per strada, non vengono considerate ‘vittime’.”
Un altro aspetto importante è quello della disciplina, che si insegna sin da subito. “Dico sempre che la nostra non è una palestra di arti marziali, è una scuola: non ti alleni, ti addestri. Sono fiero di seguire oggi allievi che hanno iniziato con me a 8 anni. Questo per dire che ti rimane dentro, diventa una famiglia. Solitamente da piccoli si inizia con il Kung Fu Shaolin, poi più l’allievo è adulto più l’allenamento si sposta naturalmente verso il Tai Chi,” conclude.
La Scuola dell’Armonia di Matteo Dall’Ara, invece, è specializzata sull’aspetto energetico.
“Il mio obiettivo è far provare il benessere che provo io a chi seguo. L’effetto è subito chiaro: respiri e ti muovi meglio. Per sentirsi più in armonia, da qui il nome della scuola. Oggi lo stress ci porta a vivere tutto freneticamente, a essere meno lucidi e insicuri. In Italia le arti marziali cinesi sono ancora discipline di nicchia ma ci dovrebbe essere più cultura perché ne avremmo tutti bisogno, a partire dai giovani, sempre più fragili.
Personalmente le vivo come discipline introspettive. Nel mio percorso – insegno da 22 anni – mi sono reso conto che dopo l’aspetto marziale c’è altro, tutto gravita attorno al respiro. Tutti i giorni lavoro 8 ore nel mio negozio di ferramenta, poi la sera dedico 2-3 ore agli allenamenti. Così a fine giornata sto sempre meglio. La prima cosa che faccio in vacanza? Cerco un angolino tranquillo dove praticare. È una passione che condivido con mia moglie, anche lei insegna. Una soddisfazione? Vedere una signora di 95 anni praticare Qi Gong al parco per sentirsi meglio.”




















