Marco Montanari: spazio al teatro

di Roberta Bezzi, foto Alessandra VallettI
ASSOCIAZIONI GALLA & TEO E SPAZIO A: L’ONDA DEGLI UNDER 35
Nel ricco mondo del teatro ravennate c’è spazio anche per due realtà under 35, ossia per Galla & Teo e Spazio A, associazioni culturali per il teatro a Ravenna che vantano solo giovani tra i loro fondatori e aderenti tra attori, artisti e tecnici vari.

A raccontare come tutto è iniziato è Marco Montanari. Regista, attore e scenografo, e anche conduttore di laboratori teatrali per adolescenti nelle scuole del territorio. “Galla & Teo nasce nel 2002,” ricorda. “Dal desiderio di un gruppo di genitori di bambini delle scuole medie e superiori di continuare un laboratorio teatrale tenuto dalla professoressa Anna Bolognesi.

Da bambini siamo diventati ragazzi, e il gruppo rischiava di sfaldarsi quando la nostra insegnante è andata in pensione nel 2016. Così, l’allora presidente Sergio Sabatini ci ha chiesto se volevamo portare avanti il laboratorio per bambini, a loro volta cresciuti. Insieme a Silvia Rossetti, nuova presidentessa, abbiamo accettato la sfida. Oggi l’associazione continua a fare da incubatrice per bambini e adulti che vogliono fare teatro. Anche con la collaborazione di altre realtà ed associazioni culturali per il teatro che ruotano attorno a noi.” 

Marco Montanari ha avuto modo di formarsi artisticamente anche attraverso i laboratori della Non Scuola del Teatro delle Albe, partecipando in seguito alla trilogia dantesca. Ed è proprio durante un laboratorio con Marco Martinelli ed Ermanna Montanari che incontra Camilla Berardi, Marco Saccomandi e Rendy Anoh. ‘Gente di teatro’ con esperienze sceniche diverse, con cui fonda nel 2020 la compagnia Spazio A. Un collettivo eterogeneo che fa del teatro uno strumento sociale e condiviso, capace di generare riflessione, confronto e comunità. Tra gli obiettivi vi è quello di occuparsi di produzioni e scenografie per andare in scena. “Ci piace l’idea di portare il teatro vicino alle persone, fuori dagli spazi tradizionali,” racconta Montanari.

“La prima esperienza è stata, in piena pandemia da Covid, con il progetto di performance urbana Poesie a domicilio. Poi abbiamo organizzato la rassegna teatrale Ra-dici alla Vecchia Pesa di Classe. Un luogo un po’ dimenticato, insieme agli amici di Classe Archeologia e Cultura, e, più di recente, A ca’. Atti scenici in luoghi privati che porta gli spettacoli fuori dai teatri, trasformando le abitazioni private in palcoscenici.”

Direttrice artistica è Camilla Berardi, ‘anima’ di Spazio A, che rivela qualcosa in più sull’ultimo lavoro teatrale della compagnia, Frisbee. Una storia d’amore che esplora il confine tra lavoro creativo e vita emotiva. Lo scorso aprile ha fatto il suo debutto in anteprima al Teatro Comunale di Russi.

“Racconta di un gruppo di teatranti e quindi utilizza un linguaggio meta-teatrale,” spiega. “In fondo parliamo di noi, utilizzando come metodo un punto di vista autobiografico e di auto-fiction. Mentre cerchiamo di portare in scena uno spettacolo grazie a un bando. All’improvviso il futuro ci piomba sulle spalle, travolgendo il nostro presente e ci mette di fronte alla crisi culturale e teatrale che è ancora più opprimente e desolante di quanto già stiamo vivendo.

Il lavoro è una grande metafora della nostra storia con il teatro, di noi giovani artisti che cerchiamo di mettere in gioco la nostra individualità e passione. Per noi il teatro è un atto d’amore e, quindi, evidente è il parallelismo tra fare teatro e stare in una relazione amorosa con tutte le conseguenze che ne possono derivare. Il titolo Frisbee evoca un gioco in cui c’è bisogno di qualcuno che prenda e rilanci. A volte il frisbee cade, a volte lo scambio permane, come capita in teatro e in amore. Questo spettacolo è un po’ il manifesto della nostra compagnia che pratica l’arte del noi, con la volontà di stare insieme, di unire le singole esperienze artistiche e di costruire una comunità attorno.” 

E proprio per aprirsi agli altri, a un pubblico, Galla & Teo e Spazio A – insieme a Lady Godiva Teatro e Nerval Teatro con differenti poetiche – hanno promosso di recente una campagna di crowdfunding per riaprire il Teatro Zodiaco, in viale Enrico Mattei 28 a Ravenna, nell’ex Villaggio Anic. 

“La nostra è una città che offre tanti stimoli e spunti dal punto di vista culturale e teatrale,” affermano Marco Montanari e Camilla Berardi. “C’è però più difficoltà a livello di spazi, soprattutto a causa della burocrazia. Il Teatro Zodiaco, di cui abbiamo la gestione, al momento può ospitare solo i laboratori per i soci, mentre manca l’agibilità per il pubblico spettacolo.

Avendo raccolto in due mesi oltre 16.000 euro (Ndr, ben oltre l’obiettivo dei 12.000 euro), grazie a 236 cittadini che hanno sostenuto l’iniziativa su Idea Ginger, ora siamo in grado di acquistare sedute modulari a norma. E un set base di luci led professionali, oltre che di eseguire lavoretti di manutenzione. L’idea è di riaprire in qualche occasione straordinaria già in autunno con delle piccole performance, per essere pronti nell’arco di uno o due anni con una offerta ‘off’, adatta a uno spazio multidisciplinare che spazia dal teatro danza alla prosa.”

Marco Montanari: spazio al teatro
Qui sopra, il collettivo teatrale Spazio A. Sotto, lo spettacolo “Frisbee. Una storia d’amore” di Spazio A Teatro. In apertura, una foto del laboratorio teatrale. Chiude, in fondo, una scena di ‘Russi-Combray’, uno spettacolo itinerante ideato dal collettivo.
Marco Montanari: spazio al teatro
Marco Montanari: spazio al teatro
Pubblicato su Ravenna IN Magazine 02/26, chiuso per la stampa il 25/05/2026

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