Mille Miglia, la corsa epica

di Margherita Stasi
Le MILLE MIGLIA nel racconto di Carlo Dolcini
Oramai è divenuta una consuetudine. Al termine della primavera, sulle strade d’Italia, si crea “un brulicante museo di auto in movimento”: eleganti vetture sul punto di festeggiare il centenario partono da Brescia, giungono a Roma e tornano a Brescia.

È la rievocazione della Mille Miglia, la corsa più bella del mondo. “Tuttavia, chi volesse scoprire com’era la Mille Miglia, dovrebbe rifugiarsi nella memoria, che vuol dire, nei libri.” A dirlo è Carlo Dolcini, già professore ordinario di Storia medievale all’Università di Bologna e autore, insieme a Tommaso Panozzo, del volume Amarcord e la Mille Miglia. La leggendaria corsa nella Rimini di Fellini (Panozzo Editore, 2025).

La domanda, a questo punto, sorge spontanea: come si passa dalla storia medievale alla Mille Miglia? “Sono due fasi diverse della mia attività,” afferma Dolcini. “Non c’è un nesso diretto: l’esperienza è personale, ma spiegabile. Quando avevo tra i nove gli undici anni, ho potuto vedere la grande corsa, di notte e di giorno, a Cesena. Esaurita l’attività di docente di Storia medievale, ho provato a esaudire un desiderio tenuto per molto tempo in serbo: ricostruire un passato che non era sparito. L’esperienza del lavoro storico mi ha aiutato a descrivere la Mille Miglia senza inventare niente, muovendomi fra archivi e biblioteche, letteratura e iconografia.”

Dolcini è autore di sei volumi dedicati alla corsa e, nel 2022, è stato anche consulente storico accreditato del film Ferrari di Michael Mann. Oggi ritorna sul tema indagando il legame tra Rimini e la Mille Miglia. “Tranne che nella edizione del 1940, limitata al triangolo Brescia-Cremona-Mantova, la più grande corsa automobilistica su strada è sempre passata attraverso la città di Rimini,” racconta Dolcini. “Ne è venuta fuori una curiosità, una passione tecnica e sportiva non effimera, con una varietà di fermenti personali e collettivi. Un motivo di originalità del libro è costituito dall’impegno serio e documentato di Tommaso Panozzo nel ricostruire anche la mappa delle strade percorse fino al 1957 dalle vetture da competizione.”

Parlando della Rimini fra le due guerre, il pensiero non può non andare al giovane Fellini. “A Rimini, fra il 1927 e il 1938, Federico Fellini ha assistito al passaggio notturno delle vetture che correvano la Mille Miglia. Una memoria consolidata fra emozioni e paure, trasposte in immagini in Amarcord.”

E, proprio analizzando la pellicola del 1973, molti si sono chiesti se lo striscione ‘VII Mille Miglia’, presente nel film, possa permettere di datarne l’ambientazione. 

“Domanda impegnativa che induce a valutare la poetica di Fellini e la sua concezione del tempo. Apparentemente, dal verosimile filmico si ricava la data del 1933. Tuttavia, sono echeggiati nomi di piloti già scomparsi in quell’anno, o altrimenti mai partiti dal traguardo di Brescia. Si deduce che Fellini ha filmato per due minuti la Mille Miglia e ha trasportato quell’episodio nel calendario della sua memoria fantastica,” spiega l’autore, “non coincidente con il calendario sportivo. Siamo dentro il bordo di un realismo magico che favorisce un clima di libertà dalle scadenze della vita. La Mille Miglia, riprodotta in Amarcord, contribuisce non tanto a identificare la data tradizionale dell’episodio, ma a far intendere l’originalità della memoria di Fellini.”

Arricchiscono il volume la prefazione firmata da Piero Meldini e il prezioso apparato iconografico composto dalle immagini delle collezioni di Alessandro Catrani e di Tommaso Panozzo.

Mille Miglia, la corsa epica
Qui sopra apertura, il professor Carlo Dolcini Accompagnato dalla moglie Mariarita Paterlini. In apertura, foto storica di Rimini.
Mille Miglia, la corsa epica
Pubblicato su Rimini IN Magazine 02/25, chiuso per la stampa il 09/06/2025

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