Iuliana Calcatinci, l’attrice ravennate di adozione

di Roberta Bezzi, foto Livio Tilotta
IL GIOVANE VOLTO DE ‘IL PARADISO DELLE SIGNORE’
A soli 23 anni l’attrice Iuliana Calcatinci, nata in Moldavia ma ormai ravennate d’adozione, si è guadagnata il grande palcoscenico televisivo entrando nel cast della serie Il paradiso delle signore su Rai 1. È infatti tra i nuovi volti della decima stagione: interpreta la ‘Venere’ Caterina, figlia ventenne di Fulvio Rinaldi, il nuovo magazziniere del grande magazzino che ha il volto di Simone Montedoro, con cui ha un ottimo rapporto.

Per Iuliana Calcatinci, essere presa nel ‘daily’ più amato d’Italia è stata la realizzazione di un sogno di cui ancora non si capacita. Nel suo curriculum figurano anche un piccolo ruolo in Un amore di Francesco Lagi nel 2022, nel cortometraggio Oplà… e si vola e in Uno sbirro in Appennino, serie tv Rai diretta da Renato De Maria con Claudio Bisio, in onda da aprile. Classe 2002, formatasi all’ATC – Accademia Teatro Cinema di Cristiano Caldironi, Iuliana Calcatinci colpisce subito per lo sguardo trasparente e luminoso e per il talento che unisce freschezza interpretativa e forte maturità artistica.

D. A 11 anni lei è arrivata in Italia per raggiungere sua madre. Com’è stato ambientarsi in un nuovo Paese? 

R. “Non semplice. Ho iniziato il percorso scolastico in quinta elementare, mi sentivo un pesce fuor d’acqua perché in classe c’erano gruppi già precostituiti. Alle medie, però, è andata un po’ meglio. Mi sono dovuta abituare a una mentalità diversa, a nuove regole anche di libertà.

In Moldavia avevo più autonomia e indipendenza, già da bambina andavo a scuola e uscivo per piccole commissioni da sola. In Italia questo non era possibile. Crescendo ho fatto nuove amicizie e ho scoperto un Paese con paesaggi meravigliosi, un cibo straordinario e una cultura invidiabile in tutto il mondo. Ormai è la mia casa, e non aspetto più l’estate per tornare in Moldavia.”

D. Come è nata la sua grande passione per la recitazione, Iuliana Calcatinci?

R. “Sin dalla prima elementare grazie a una poesia. Ricordo che andai a casa di un’amica più grande per ripeterla, e tutti mi dissero di metterci un po’ meno ‘piattume’. Così mi sono impegnata di più, l’ho recitata a mio modo tirando fuori le emozioni e la cosa è piaciuta molto. Però quando l’ho fatto in Italia per la prima volta, i miei compagni si sono messi a ridere, solo l’insegnante mi ha applaudito.

Già quando frequentavo le medie ho cercato i primi corsi di recitazione online, mentre a 15 anni ho cominciato con le prime lezioni al Circolo degli Attori di Cristiano Caldironi. Poi ho proseguito la formazione con Cristiano, Ivano Marescotti e Alessandra Frabetti, e frequentando nel 2023-2024 l’ATC – Accademia Teatro Cinema, dove tuttora mi alleno e sperimento quando torno a Ravenna. Grazie a Cristiano ho iniziato a fare i primi provini a Roma, dove ormai passo metà del mio tempo, e sono seguita dall’agenzia di Maria Vittoria Grimaudo.”

D. Come sono state le prime esperienze su set?

R. “Formative. Quando si inizia, tutto serve per poter imparare e crescere. Il mio debutto ‘in punta di piedi’ al cinema è stato quattro anni fa sul set di Un amore di Francesco Lagi, dove ho avuto un piccolo ruolo.

Ricordo che abbiamo girato le scene a Barcellona e che sul set si respirava un’atmosfera molto tranquilla. Posso dire la stessa cosa della serie Uno sbirro in Appennino dove sono stata ben accolta dal regista De Maria e da Bisio che mi hanno messa a mio agio.”

D. Poi è arrivato il contratto per la nuova stagione de Il paradiso delle signore

R. “Vincere un ruolo è una rarità perché la concorrenza è altissima. Un sì ai provini arriva sempre dopo tanti no e frustrazioni continue. Per questo bisogna sempre essere molto consapevoli del proprio percorso, non scoraggiarsi mai, ed essere grati per ciò che di positivo capita.

Quella del Paradiso è una grande scuola anche per l’impegno a tempo pieno che richiede, sul set si sperimenta un ambiente quasi familiare, in cui c’è l’opportunità di conoscersi più in profondità.”

D. Caterina Rinaldi, il personaggio che interpreta, è una ragazza molto fedele e credente che vede nella religione un punto di riferimento. Ma anche una giovane che sta crescendo sotto gli occhi dell’amato padre che però la protegge troppo. Cosa vi accomuna?

R. “Non ci accomuna la forte spiritualità. Mia madre, che è ortodossa, da piccola mi costringeva ad andare in Chiesa e mi pesava. Non apprezzo per nulla i ragionamenti ‘incrostati’ dei sacerdoti, per cui nel tempo mi sono allontanata, anche se in fondo credo in qualcosa, in qualcuno, in una forza sovrumana.

Caterina piano piano sta uscendo dal guscio e mi è piaciuto – in dialogo costante con il regista e la sceneggiatura – farla vedere prima timida e chiusa e poi sempre più capace di mostrare i suoi desideri senza più paura del giudizio del padre. Personalmente mi piacciono i genitori che lasciano libertà ai figli: bisogna fare esperienza anche con il rischio di sbagliare, a volte.”

D. Iuliana Calcatinci, chi considera il suo maestro?

R. “Cristiano Caldironi. L’ho conosciuto quando non immaginavo nemmeno cosa fosse la recitazione e soprattutto a quel livello. Ha assistito a tutte le mie fasi evolutive come attrice e come persona. Come attore e come insegnante è unico, eccelso e inimitabile; trasmette passione, dedizione, precisione, costanza e sacralità nei confronti di questo mestiere.

Non si risparmia mai, lavora sodo con ogni allievo fino a portarlo al massimo potenziale in ogni fase del percorso. Come ha fatto con me, accompagna ogni allievo in un percorso formativo individuale. Ritengo che il fatto che sia uno straordinario attore, oltre che maestro, sia un valore aggiunto.”

D. Teatro, cinema e tv. Cosa preferisce?

R. “Mi piace recitare, non importa dove. A teatro, chiaramente, c’è l’insostituibile contatto diretto con il pubblico, c’è un’energia che si espande. Al cinema e in tv l’energia diventa più interiore, profonda, si recita per scene e la memoria non deve per forza essere ben salda.

Mi piacerebbe molto in futuro fare un monologo, in lingua originale, che parli della condizione degli immigrati. Ho già in mente la storia: una madre che lascia la famiglia nel Paese d’origine per fare la badante…”

D. Un regista con cui le piacerebbe lavorare?

R. “Non ho in mente nessuno, a dir la verità. Vorrei sperimentare l’indipendente, con storie più crude, sul genere di Sentimental Value, film norvegese diretto da Joachim Trier, acclamato come un ‘capolavoro’ emozionale e profondo. Sono molto anticonformista e mi interessa il punto di vista di Paesi diversi dagli Stati Uniti che ormai conosciamo già.”

D. Cosa ama fare nel tempo libero, Iuliana Calcatinci?

R. “Corro subito a teatro, per me è la vita. Mi piace passeggiare e osservare la gente, stare in mezzo alla natura e passare del tempo con la mia nipotina.”

Iuliana Calcatinci, l'attrice ravennate di adozione
L’attrice Iuliana Calcatinci sul set della serie ‘Il paradiso delle signore’.
Iuliana Calcatinci, l'attrice ravennate di adozione
Pubblicato su Ravenna IN Magazine 01/26, chiuso per la stampa il 24/03/2026

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